* MOSTRA Tina Sgrò / Fogli d’interni. Silenzi HOME / LA GALLERIA / LE NOSTRE ESPOSIZIONI / CALENDARIO / PRESS / CONTATTI
* COPERTINA



* DATE
Dal 16 aprile (inaugurazione ore 17:00) al 03 maggio 2013




* DESCRIZIONE

COMUNICATO STAMPA
LA GALLERIA ELLE ARTE DI VIA RICASOLI, 45 COMUNICA CHE
MARTEDI’ 16 APRILE 2013 ALLE ORE 18,30 SARÀ INAUGURATA LA PERSONALE DI
TINA SGRO’
“Fogli d' interni. Silenzi”
Oli e acrilici 2008-2012
a cura di Aldo Gerbino

In esposizione ventisette tra oli ed acrilici realizzati dall’artista calabrese tra il 2008 e il 2012.
Attraverso il percorso della mostra l’autrice ci guida verso una dimensione intima e silenziosa, nella quale il tempo sospeso sembra protagonista del racconto pittorico.
Gli interni, spesso avvolti dalla penombra, evocano memorie e suscitano emozioni, mentre il dettato poetico della Sgrò si svela progressivamente nella trama delle immagini.
Un mondo immerso nel silenzio offre al riguardante spunti di riflessione e di raccoglimento, come nei suggestivi interni di chiesa, dove la luce si insinua tra le architetture, con un richiamo di intensa spiritualità.
A fare da contrappunto alle pacificanti immagini degli interni, alcuni esterni raffiguranti tangenziali e scorci di periferia, metafore di un caos pronto ad aggredirci fuori da un rassicurante ambiente domestico nel quale il ritorno al passato, evocato negli arredi e negli oggetti raffigurati, ci appare come una dimensione al contempo nostalgica e salvifica.
Tina Sgrò è nata a Reggio Calabria nel 1972. Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti della sua città, ha esposto le sue opere in selezionate gallerie italiane ed ha ottenuto svariati riconoscimenti , tra cui il “Premio Galleria” come finalista del prestigioso Premio Laguna 2013.
Vive ed opera tra Reggio Calabria e Milano.
Sarà presente l’artista.
La mostra si protrarrà fino al 3 maggio 2013
Ingresso libero : Orari:16.30\19,30 (chiuso domenica e festivi)
Per informazioni:Tel. 0916114182; email: ellearte@libero.it; website: www.ellearte.it ; www.tinasgro.it
In esposizione ventisette tra oli ed acrilici realizzati dall’artista calabrese tra il 2008 e il 2012.
Attraverso il percorso della mostra l’autrice ci guida verso una dimensione intima e silenziosa, nella quale il tempo sospeso sembra protagonista del racconto pittorico.
Gli interni, spesso avvolti dalla penombra, evocano memorie e suscitano emozioni, mentre il dettato poetico della Sgrò si svela progressivamente nella trama delle immagini.
Un mondo immerso nel silenzio offre al riguardante spunti di riflessione e di raccoglimento, come nei suggestivi interni di chiesa, dove la luce si insinua tra le architetture, con un richiamo di intensa spiritualità.
A fare da contrappunto alle pacificanti immagini degli interni, alcuni esterni raffiguranti tangenziali e scorci di periferia, metafore di un caos pronto ad aggredirci fuori da un rassicurante ambiente domestico nel quale il ritorno al passato, evocato negli arredi e negli oggetti raffigurati, ci appare come una dimensione al contempo nostalgica e salvifica.
Tina Sgrò è nata a Reggio Calabria nel 1972. Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti della sua città, ha esposto le sue opere in selezionate gallerie italiane ed ha ottenuto svariati riconoscimenti , tra cui il “Premio Galleria” come finalista del prestigioso Premio Laguna 2013.
Vive ed opera tra Reggio Calabria e Milano.
Sarà presente l’artista.
La mostra si protrarrà fino al 3 maggio 2013
Ingresso libero : Orari:16.30\19,30 (chiuso domenica e festivi)
Per informazioni:Tel. 0916114182; email: ellearte@libero.it; website: www.ellearte.it ; www.tinasgro.it

 



* INFORMAZIONI

Tina Sgrò nasce nel 1972 a Reggio Calabria, dove ha maturato il suo percorso didattico e formativo. Le sue inclinazioni artistiche emergono fin dalla prima infanzia, inducendola a frequentare l’Istituto Statale d’Arte di Reggio Calabria e a dare inizio ad un percorso didattico emozionale che sarà importante nella sua vita di donna ed artista.
Consegue poi il Diploma di Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti della sua città ed inizia il suo percorso artistico con la partecipazione a prestigiosi concorsi di pittura e a numerose mostre collettive.
Appassionata anche di musica , consegue il diploma di solfeggio.
La sua prima personale risale al 2003, presso la Galleria Magenta 52 di Milano, in coppia con la collega Anna Madia
Espone in seguito le sue opere in mostre collettive e personali presso selezionate gallerie italiane.
La Sgrò è stata vincitrice e finalista di importanti concorsi nazionali (Premio Morlotti,Concorso La Fenice et Des Artistes, Premio Carlo dalla Zorza).
Nel 2003 è vincitrice del lotto n°3 del concorso per l’acquisizione di opere d’arte per l’abbellimento della sede della Corte dei Conti di Potenza e nel 2006 si aggiudica il Premio Pittura Targa Oro del concorso nazionale Arte Mondadori.
Nel 2012 è ancora vincitrice del lotto A3 - bando opere artistiche da ubicare nell’ambito del Centro Polifunzionale sede della nuova Questura e della Polizia di Stato di Grosseto.
E’ stata finalista al Premio Arte Laguna 2013 aggiudicandosi il premio galleria, per cui esporrà presso la Maelstrom Art Gallery di Milano in data da destinarsi. Il 2013 la vedrà protagonista diverse esposizioni in Italia e all’estero.
Attualmente vive ed opera tra Reggio Calabria e Milano.


Testo di presentazione del catalogo della mostra  "Fogli d'Interni. Silenzi" di Aldo Gerbino

Tina Sgrò, olî e acrilici


La verve espressionistica di Tina Sgrò, col suo imprinting simbolico, esercita dominio sull’ambiente, sul vincolo di luce che da esso promana, sugli occhi stessi degli oggetti, delle tante cose che in esso vibrano: quasi materia e luce permeata, assorbita, aperta all’accondiscendenza della memoria, all’esubero dei ricordi, alla necessità assopita della ricostruzione, della rammemorazione. E sulle calde tonalità, a volte violente, sensuali, in cui va concretizzandosi il marchio d’una deriva informale, scaturita da un flusso di emozionalità, ecco sopravanzare il senso d’un equilibrio che, più che strutturale, va esemplificandosi in armonia percettiva. Ma permane, per molti suoi lavori, il marchio tangibile di una gestualità nervosa, tracciata per lunghe pennellate, ora accese nel lucore ialino dei bianchi, o in una corrusca esaltazione di bagliori, ora incupiti dai viola, dai verdi muschiati in cui si annidano sensazioni, voci disarticolate, non viste tassonomie entomologiche, album da cui sembrano essere state espunte, con cura, schiere umane da tempo ridotte al silenzio. Ma sono le cose nel loro stupore attonito, come negli Oggetti del principe (acrilico del 2012), ad invocare l’eloquenza della solitudine nella magnetica sovrapposizione di rosacei strati pittorici, e, soprattutto, nel brusio sommesso di luminose pieghe, interagenti, modulate le une sulle altre. Lo spazio separato da tendaggi, da spigoli chiaroscurali, da crepitii di materia marchiano le cifre dell’estetica e della poetica di Tina Sgrò, attraverso un percorso creativo in cui il linguaggio s’è andato sempre più arricchendo nel calore di una pedana figurativa avvoltolata nel suo baricentro, creando vagoli fogli d’interni trasportatori di realtà. Una contingenza, quella di Tina, l’essere presente nel suo preciso luogo d’elezione, per tracce umane; ecco, allora, la ridondanza onirica, ossessiva, quale incubo maturato ed alimentato sulla soglia indecifrabile del vissuto, nella scansia posta tra visibile e invisibile, lungo quell’orma “filamentosa”, uso il pertinente termine di Rolando Bellini, che tralascia parte consistente del suo esistere. Su tale latitudine il punto di vista, in senso lacaniano, scruta l’obliquità dello sguardo, in quanto oggetto già indirizzato dalla dimensione creativa dell’artista. Se ci attestiamo sulla sua Chiesa (2010), per quel drappeggio di cadenze turneriane con cascate di luci e silenzi, ecco accorrere il conclave del desiderio e dell’ascolto, per poi far ritorno, con Cucito e Letto (olî del 2009), alla rarefazione estrema degli oggetti, diafanizzati in un chiarore illividito, assorbiti dalla materia in cui sembra essersi riversata una condensa spirituale. Una sensazione quasi espunta dai versi d’un Arturo Onofri: gemmazione da sostanze dissolte in frammenti ectoplasmatici. Prossimità anche con la parola di Adam Zagajewski, per quella dimensione iconica che stabilisce un resistente legame tra parola e mondane asperità. Una luminescenza del proprio Io riversato nel catino della realtà, in quella, com’è detto in Dalla vita degli oggetti, «pelle levigata» delle cose, sottesa, quale dolente «tenda di un circo», nel suo immalinconito suono.

                                                                                                                           


* OPERE