* MOSTRA Peter Bartlett / Memorie, reperti" collage e pastelli 2012 -2013 HOME / LA GALLERIA / LE NOSTRE ESPOSIZIONI / CALENDARIO / PRESS / CONTATTI
* COPERTINA



* DATE
Dal 08 maggio (inaugurazione ore 17:00) al 24 maggio 2013




* DESCRIZIONE

COMUNICATO STAMPA
LA GALLERIA ELLE ARTE DI VIA RICASOLI, 45 COMUNICA CHE
MERCOLEDI’ 8 MAGGIO 2013 ALLE ORE 18,30 SARÀ INAUGURATA LA PERSONALE
PETER BARTLETT
“Memorie, Reperti”Pastelli e collages 2012-2013
a cura di Salvo Ferlito
 
In esposizione trenta tra pastelli e collages realizzati dall’artista inglese tra il 2012 e il 2013.
Il tema della mostra si snoda tra le memorie evocate, facendo ricorso alla tecnica del pastello, e la stratificazione dei più svariati reperti, utilizzati invece per la realizzazione dei collages.
Due tematiche, le “memorie” ed i “reperti”, strettamente legate alla volontà dell’autore di fermare i ricordi, di mettere ordine nel caos del passato e del quotidiano, attraverso la propria sensibilità umana ed artistica.
L’autore dice del suo lavoro : […]Credo che il mio essere pittore nasca dal desiderio di illuminare e di mostrare cose che invece sarebbero rimaste nascoste. Il mio "galleggiare" tra 'astrazione e figurazione scaturisce dal continuo entrare ed uscire dalla nebbia dei ricordi.[…]
Scrive nel testo di presentazione della mostra Salvo Ferlito: […] Così strutturati, i collages di Peter Bartlett si configurano pertanto come la fedele mappatura d’una variegata stratificazione interiore ed esistenziale, riproponendo – per sintesi visiva – quel caotico e casuale accumulo di “memorabilia” d’ogni genere che caratterizza tipicamente gli studi degli artisti, e che è a sua volta metafora tangibile del sovrapporsi ed intrecciarsi di vicende umane e ricerche artistiche. Un dato – quello della “memoria residuale” tradotta allusivamente in immagini evocative – che si registra parimenti nell’altrettanto elegante produzione pittorica a pastelli: una serie di piccoli dipinti ove il segno si ancora di più a suggestioni figurali (tralasciando, quindi, quelle atmosfere astrattiste ed informali che intridono ampiamente i suddetti collages) e in cui – non per nulla – l’esibita mediterraneità di luce e di colore si pone quale evidente estroflessione di vissuti personali. Quelli di Peter, infatti, non sono i semplici “souvenir d’Italie” d’un artista nordico che faccia il bilancio visivo del proprio (e attualizzato) “Grand Tour” da artista e gentiluomo, ma piuttosto il preciso resoconto di quella ibridazione culturale cui egli è andato incontro decidendo di trasferirsi in Italia (in terra di Toscana, per l’esattezza) e portando a compimento un percorso di crescita e maturazione relazionali ed intellettuali.
L’esuberanza coloristica, il riverbero luminoso, il riferimento fitomorfico, sempre composti in una aggraziata e ponderata articolazione, sono dunque altrettante tracce mnesiche che ci parlano d’una storia personale ove l’apertura all’altro ed al nuovo sono i tratti distintivi e dirimenti. Nessuna chiusura localistica, nella visione estetica di Peter Bartlett, né alcuno sciovinistico autocompiacimento, ma quella disponibilità alla contaminazione dello sguardo e all’allargamento delle ottiche che è non solo il connotato saliente dell’arte contemporanea (e in fondo di qualsiasi tempo) ma il prerequisito obbligato – da sempre – d’ogni evoluzione culturale dell’umanità.

Bartlett vive ed opera a Cortona (Arezzo).
L’artista sarà presente in galleria fino a sabato 11 maggio.
La mostra si protrarrà fino al 24 maggio 2013
Ingresso libero : Orari:16.30\19,30 (chiuso domenica )
Per informazioni:Tel. 0916114182; email: ellearte@libero.it; website: www.ellearte.it



* INFORMAZIONI

MEMORIE RESIDUALI


Una stratificazione apparentemente casuale, ma in realtà tanto armonica quanto dettagliata. Accumulazioni ed assemblaggi di svariati materiali di risulta (carte, cartoncini, reti di plastica, legnetti), orchestrati in un contrappunto di polifonica cromia, come a voler configurare quel lento e progressivo sedimentarsi di ricordi ed esperienze che contraddistingue il percorso esistenziale d’ogni artista (e più in generale d’ogni individuo).
Sono questi i caratteri formali e narrativi dei collages realizzati da Peter Bartlett: opere di formato contenuto, ma di forte impatto visuale, ideate e poste in essere quasi a ribadire l’indiscussa valenza allegorica delle arti visive, vocate – ancora una volta – al racconto ed alla rappresentazione dei processi e delle dinamiche intrapsichici con cui si attuano la strutturazione e la definizione della personale identità. Un aspetto, per così dire, “itinerante” (nel senso stretto della raffigurazione metaforica delle percorrenze estetiche ed affettive dell’artista), che trova proprio nel sedimento visuale, nel precipitato materico, nell’improvviso coloristico gli strumenti espressivi con cui dar corpo a quella idea di “memoria residuale” che è in fondo il dato costitutivo d’ogni maturo immaginario. Come avvenuto per altre esperienze artistiche del secolo trascorso, il materiale di scarto viene elevato da Peter Bartlett al rango di strumento esteticamente rilevante, acquisendo il ruolo semiotico di traccia apparentemente poco nobile, però inattesamente in grado di farsi portavoce di profondi e complessi significati. E’ proprio l’intervento dell’artista, il suo determinante contributo ideativo e gestuale, a far sì che quanto abitualmente ritenuto di poco o nullo valore assurga al ruolo di medium espressivo, capace di funger da vettore di idee, istanze e poetiche, e – in definitiva – da vessillifero d’una articolata “visione del mondo” che conferisca senso compiuto all’essere ed esistere. E’ il valore aggiunto estetico – che nel caso di Bartlett si sostanzia della raffinatezza degli accostamenti e delle composizioni, nonché della brillantezza dell’articolazione coloristica che agisce da tramatura unificante –, dunque, a tributare alla materia bruta la piena dignità dell’opera d’arte, attuando quell’alchimia di natura visuale che fa di quanto solitamente informe un manufatto in grado di irretire e comunicare con modalità di tipo simpatetico. Così strutturati, i collages di Peter Bartlett si configurano pertanto come la fedele mappatura d’una variegata stratificazione interiore ed esistenziale, riproponendo – per sintesi visiva – quel caotico e casuale accumulo di “memorabilia” d’ogni genere che caratterizza tipicamente gli studi degli artisti, e che è a sua volta metafora tangibile del sovrapporsi ed intrecciarsi di vicende umane e ricerche artistiche. Un dato – quello della “memoria residuale” tradotta allusivamente in immagini evocative – che si registra parimenti nell’altrettanto elegante produzione pittorica a pastelli: una serie di piccoli dipinti ove il segno si ancora di più a suggestioni figurali (tralasciando, quindi, quelle atmosfere astrattiste ed informali che intridono ampiamente i suddetti collages) e in cui – non per nulla – l’esibita mediterraneità di luce e di colore si pone quale evidente estroflessione di vissuti personali. Quelli di Peter, infatti, non sono i semplici “souvenir d’Italie” d’un artista nordico che faccia il bilancio visivo del proprio (e attualizzato) “Grand Tour” da artista e gentiluomo, ma piuttosto il preciso resoconto di quella ibridazione culturale cui egli è andato incontro decidendo di trasferirsi in Italia (in terra di Toscana, per l’esattezza) e portando a compimento un percorso di crescita e maturazione relazionali ed intellettuali.
L’esuberanza coloristica, il riverbero luminoso, il riferimento fitomorfico, sempre composti in una aggraziata e ponderata articolazione, sono dunque altrettante tracce mnesiche che ci parlano d’una storia personale ove l’apertura all’altro ed al nuovo sono i tratti distintivi e dirimenti. Nessuna chiusura localistica, nella visione estetica di Peter Bartlett, né alcuno sciovinistico autocompiacimento, ma quella disponibilità alla contaminazione dello sguardo e all’allargamento delle ottiche che è non solo il connotato saliente dell’arte contemporanea (e in fondo di qualsiasi tempo) ma il prerequisito obbligato – da sempre – d’ogni evoluzione culturale dell’umanità.

Salvo Ferlito



PETER BARTLETT

Nasce a Somerset, nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, nel 1953. Studia pittura presso il Somerset College of Art e il Wolverhampton Polytechnic. Per più di vent’anni insegna Pittura, Incisione, Serigrafia e Storia dell’Arte nella sua città natale e presso altre Accademie di Belle Arti in Inghilterra, dedicandosi sempre e comunque all’attività pittorica.
Nel 1993 visita per la prima volta l’Italia e rimane colpito dalla bellezza dei suoi paesaggi e dalla ricchezza della sua cultura e della sua storia. Nel 1998 vi si trasferisce definitivamente, scegliendo di vivere a Cortona in Toscana. Nei suoi frequenti viaggi approda anche in Sicilia, dove rimane affascinato dalle preziose testimonianze del periodo arabo e normanno e dalla sua straordinaria raffinatezza culturale.
Le suo opere sono state esposte in mostre personali a Roma, Palermo, Cortona (AR), Pisa, Teramo, Edimburgo, Londra, Bristol, Los Angeles, Barcellona, Somerset.





* OPERE