* MOSTRA Cristiano GUITARRINI / La città vagheggiata. Viaggio nella memoria panormita. HOME / LA GALLERIA / LE NOSTRE ESPOSIZIONI / CALENDARIO / PRESS / CONTATTI
* COPERTINA



* DATE
Dal 17 febbraio (inaugurazione ore 17:00) al 11 marzo 2017




* DESCRIZIONE

 COMUNICATO STAMPA
La Galleria Elle Arte di via Ricasoli, 45 comunica che:
venerdì 17 febbraio 2017 alle ore 18,00 sarà inaugurata la personale di

CRISTIANO GUITARRINI

La città vagheggiata.
Viaggio nella memoria panormita

La mostra raccoglie diciotto oli e sei acquarelli realizzati tra il 2015 e il 2017 dal pittore romano. Guitarrini attinge alla memoria dei suoi soggiorni palermitani, evocando una città vista attraverso il filtro di una struggente nostalgia.
Palermo, da alcuni anni divenuta per l’autore soggetto di elezione al centro di una ricorrente ricerca di luce e sfumature cromatiche, diviene nelle sue opere, come la definisce Piero Longo, “città vagheggiata”.
Il percorso espositivo offre un suggestivo viaggio emozionale attraverso alcuni tra i più suggestivi scorci cittadini.
Scrive Longo nel testo in catalogo: [...] Servendosi della memoria immaginaria e del richiamo alla ruota della fortuna che conserva o lascia al caso distruzioni e sopravvivenze, tritando e frantumando ciò che il tempo onnivoro travolge, il pittore continua il suo gioco che muta le prospettive ma non può ignorare ciò che ancora resta e resiste anche contro la volontà degli uomini. E certo non è poco quel che offre ancora alla vista, anche la più distratta, questa Palermo tornata ultimamente a far parlare di sé per la sua peculiarità arabo-normanna, oggi indicata come patrimonio dell’umanità. Cristiano Guitarrini percorre la città riscoprendone strade e piazze, palazzi e monumenti non con l’intenzione di offrire belle illustrazioni per un futuro libro di memorie o souvenir turistici ma con la gioia di cogliere e vivere l’emozione degli squarci improvvisi, delle prospettive che si aprono là dove non ci si aspettava un teatro o una cattedrale, un giardino nascosto tra anonimi caseggiati, un porticciolo con barche o un arsenale, chiese ricamate nella pietra e calotte rosse che echeggiano d’oriente tra fontane monumentali , statue, antiche mura e solenni porte urbane. [...] Passato e presente sono colti in un palpito visivo che affascina e incanta. [...]
Cristiano Guitarrini vive ed opera a Bracciano (Roma).
Della sua pittura hanno scritto, tra gli altri, Aldo Gerbino, Pedro Cano , Claudio Strinati, Alessandro Kokocinski, Milton Hebald, Piero Longo
L’ autore sarà presente in galleria, per incontrare il pubblico, il 17 e il 18 febbraio.
La mostra si protrarrà fino all’11 marzo 2017.
Ingresso libero. Orari 16.30/19.30 (chiuso domenica)
Per informazioni : tel. 091-6114182; e-mail: ellearte@libero.it ; website : www.ellearte.it


* INFORMAZIONI

 La Città vagheggiata

Guitarrini è pittore romano e i paesaggi urbani monumentali e fascinosi li vive nel suo quotidiano di artista. Se dunque le immagini di strade e monumenti palermitani lo abbiano attratto ed egli se ne sia invaghito tanto da farne soggetto delle sue opere e in particolare di questa nuova mostra, vorrà dire che Palermo, ex antica capitale di un regno, sa mostrare ancora la sua monumentalità e offrirla, con le sue straordinarie stratificazioni, anche agli occhi di chi vive entro paesaggi urbani di raffinata qualità estetica e di grande spessore storico . Non è sfuggito alla sensibile gallerista di Elle Arte questo aspetto culturale delle opere di Guitarrini e così gli oli e gli acquarelli che rappresentano luoghi e monumenti panormiti sono oggi offerti alla nostra memoria urbana con accenti sicuramente alieni da nostalgie e da ogni presunzione che li vanti, secondo l’opinione diffusa tra i palermitani, come di assoluta bellezza. Si tratta di immagini nelle quali la città viene vagheggiata nella sua bellezza d’altro tempo ma mostrata nella sua condizione attuale, nella sua realtà contraddittoria e attraente dove si può ritrovare ogni intelligente fruitore dallo sguardo spregiudicato come quello del nostro autore. In queste tele e carte sembra infatti scritta una storia cromatica urbana vista con lo sguardo compiaciuto di chi sottolinea una bellezza che si impone senza dare spettacolo, ma restando scena consapevole di far parte di una più grandiosa scenografia smontata e lasciata sull’enorme palcoscenico della svogliatezza e delle astuzie del caso. Dico astuzie proprio perché luce, mare, cielo, monti e natura circostante fanno da involontario sfondo a squarci prospettici che solo un visitatore attento sa cogliere in un contesto nel quale appunto la luce e la scienza dell’immaginazione suggeriscono l’antica atmosfera. Servendosi della memoria immaginaria e del richiamo alla ruota della fortuna che conserva o lascia al caso distruzioni e sopravvivenze, tritando e frantumando ciò che il tempo onnivoro travolge, il pittore continua il suo gioco che muta le prospettive ma non può ignorare ciò che ancora resta e resiste anche contro la volontà degli uomini. E certo non è poco quel che offre ancora alla vista, anche la più distratta, questa Palermo tornata ultimamente a far parlare di sé per la sua peculiarità arabo-normanna, oggi indicata come patrimonio dell’umanità. Cristiano Guitarrini percorre la città riscoprendone strade e piazze, palazzi e monumenti non con l’intenzione di offrire belle illustrazioni per un futuro libro di memorie o souvenir turistici ma con la gioia di cogliere e vivere l’emozione degli squarci improvvisi, delle prospettive che si aprono là dove non ci si aspettava un teatro o una cattedrale, un giardino nascosto tra anonimi caseggiati, un porticciolo con barche o un arsenale, chiese ricamate nella pietra e calotte rosse che echeggiano d’oriente tra fontane monumentali , statue, antiche mura e solenni porte urbane. La città “ tutto porto”, i terrapieni ricavati per sottrazione nell’antico impianto di altimetrie variabili, le piante esotiche, le antiche carrozze e i cavalli col cappello parasole tra le automobili e i panni stesi ad asciugare secondo l’uso isolano, il marmoreo palchetto della musica, i Cantoni sontuosi della piazza del sole e i lampioni , candelabri giganti dell’ arredo urbano, si fanno epifanie cromatiche di luce respirata con la gioia del vedere. La baia di Mondello o il Monte Pellegrino, sia nella trasparenza degli acquarelli che nella corposa leggerezza degli oli, sono sostanza cromatica e luce variegata d’ombre e nuvole vaghe o, come nel suggestivo interno della Cattedrale, silenzio luminoso che le bianche statue ascoltano nella loro immobile sequenza. Passato e presente sono colti in un palpito visivo che affascina e incanta. Ecco, queste immagini, fatte le dovute differenze e considerate le intenzioni diverse, nella loro visionarietà rapsodica e nella vaga impaginazione che isola i contesti o i monumenti della città, ricordano quelle del pittore acquarellista francese René Oghia (Carnet de Paris: de l’Operà à Montmartre,Carrés de Paris 2006) che ha illustrato i quartieri e i monumenti di Parigi aggirandosi negli arrondissements con incantato sguardo e spregiudicato senso descrittivo che sottolinea l’uso dei luoghi e l’indifferenza di chi vive in quel contesto senza più vedere i monumenti e gli squarci che si mostrano invece a colui che li vede per la prima volta . Ed è questa la sensazione più eclatante che questa mostra ci regala: anche per noi che li viviamo e conosciamo luoghi e monumenti della nostra città sembrano mostrarsi per la prima volta, sanno di nuovo e di antico e restituiscono alla nostra memoria particolari dimenticati e l’intensa emozione della riscoperta. Dal lago di Bracciano, ma passando da Roma, Cristiano Guitarrini, giunge a Palermo e ogni volta la descrive e la vagheggia come il pittore fa con la modella che ama .
Piero Longo


* OPERE