* MOSTRA Collettiva / Elogio della luce. riflessi e riflessioni per i vent'anni di Elle Arte HOME / LA GALLERIA / LE NOSTRE ESPOSIZIONI / CALENDARIO / PRESS / CONTATTI
* COPERTINA



* DATE
Dal 04 maggio (inaugurazione ore 18:00) al 14 giugno 2018




* ARTISTI

Barbara ARRIGO, Daniela BALSAMO, Peter BARTLETT, Francesco CALTAGIRONE, Massimo CAMPI, Pedro CANO, Ilaria CAPUTO, Salvatore CAPUTO, Salvo CATANIA ZINGALI, Pascal CATHERINE, Sergio CECCOTTI, Liliana CONTI CAMMARATA, Massimo DE LORENZI, Angelo DENARO, Cristiano GUITARRINI, Anna KENNEL, Giovanni LA COGNATA, Gaetano LO MANTO, Sarah MIATT, Antonio MICCICHE', Giuseppe MODICA, Giuseppe MONTALBANO, Vincenzo NUCCI, Vincenzo PIAZZA, John PICKING, Franco POLIZZI, Luca RAIMONDI, Ilaria ROSSELLI DEL TURCO, Milvia SEIDITA,Tino SIGNORINI, Enzo TARDIA, Bice TRIOLO


* DESCRIZIONE

 
COMUNICATO STAMPA
LA GALLERIA ELLE ARTE COMUNICA CHE VENERDI’ 4 MAGGIO 2018 ALLE ORE 18 SARÀ INAUGURATA LA COLLETTIVA DI PITTURA
“ELOGIO DELLA LUCE”
Riflessi e riflessioni per i vent’anni di Elle Arte
a cura di Laura Romano

 
La mostra, organizzata in occasione del compimento del ventesimo anniversario di attività di Elle Arte, si avvale del contributo pittorico di alcuni degli artisti italiani e stranieri che in questi anni sono stati parte integrante del percorso della galleria.
Gli autori si sono confrontati, ciascuno secondo la sua peculiare lettura, su un tema universale che ha attraversato la storia dell’arte nei secoli: la luce è energia vitale, materia e spirito, fisica e metafisica, sogno e realtà, conoscenza e rivelazione, elemento duttile e ricco di infinite interpretazioni che consente ad ogni artista di restare fedele alla propria cifra stilistica e di offrirne le più svariate e suggestive declinazioni.

In esposizione opere di:
Barbara ARRIGO, Daniela BALSAMO, Peter BARTLETT, Francesco CALTAGIRONE, Massimo CAMPI, Pedro CANO, Ilaria CAPUTO, Salvatore CAPUTO, Salvo CATANIA ZINGALI, Pascal CATHERINE, Sergio CECCOTTI, Liliana CONTI CAMMARATA, Massimo DE LORENZI, Angelo DENARO, Cristiano GUITARRINI, Anna KENNEL, Giovanni LA COGNATA, Sarah MIATT, Gaetano LO MANTO, Antonio MICCICHÉ, Giuseppe MODICA, Giuseppe MONTALBANO, Vincenzo NUCCI, Vincenzo PIAZZA, John PICKING. Franco POLIZZI, Luca RAIMONDI, Ilaria ROSSELLI DEL TURCO, Milvia SEIDITA, Tino SIGNORINI, Enzo TARDIA, Bice TRIOLO.

Catalogo Elledizioni (Collana Astra) con testi di :
Eleonora Chiavetta, Valentina Di Miceli, Salvo Ferlito, Aldo Gerbino, Salvatore Lo Bue, Piero Longo, Elisa Mandarà, Rosanna Pirajno, Laura Romano, Anna Maria Ruta,
Pino Schifano, Maria Antonietta Spadaro, Floriana Spanò, Emilia Valenza.
La mostra si protrarrà fino all’ 8 giugno 2018.
Ingresso libero. Orari 16.30/19.30. Chiuso sabato e domenica . aperto sabato 5 maggio
Per informazioni tel. 091-6114182 / e-mail ellearte@libero.it / website www.ellearte.it



* INFORMAZIONI


 RIFLESSI E RIFLESSIONI

                                                                                           
                                                                                                A tutti è dovuto il mattino,

                                                                                                ad alcuni la notte.

                                                                                               A solo pochi eletti la luce

                                                                                               dell’aurora

                                                                                                           Emily Dickinson

L’idea di poter catturare la luce, di riuscire a imprigionarla dentro un’ immagine ci-nematografica, fotografica o pittorica, ha da sempre affascinato l’uomo.
La luce è dunque elemento pregnante dell’arte, quanto della vita.
L’espressione “venire alla luce” è una metafora che racconta l’inizio di un’esistenza: per questo l’argomento mi è sembrato il più appropriato ed augurale per la mostra organizzata in occasione del ventesimo compleanno di Elle Arte.
Un tema universale che ha attraversato la storia dell’arte, dalla composizione pittorica del tardo Rinascimento al pathos del Barocco, dall’ accostamento strategico dei pig-menti nell’Impressionismo alla frantumazione del colore nel Divisionismo.
La luce è energia vitale, materia e spirito, fisica e metafisica, sogno e realtà, cono-scenza e rivelazione, elemento duttile e ricco di infinite interpretazioni che consente ad ogni artista di restare fedele alla propria cifra stilistica e di offrirne le più svariate e suggestive declinazioni.
Gli autori in mostra hanno raccolto l’invito a celebrare questo anniversario con un omaggio all’elemento della luce, ciascuno secondo la propria peculiare lettura del tema.
Così il fogliame in controluce disegna suggestive ombre cerulee sui primaverili rami dorati che si stagliano contro il cielo nella tela di Anna Kennel, mentre nell’opera di Franco Polizzi la vivida luce estiva si espande nella campagna, sconfinando verso un azzurro orizzonte in cui mare e cielo sembrano fondersi. Ed è ancora nella stagione più calda che nel racconto di Barbara Arrigo affiora il sapore di un ricordo, sotto forma di un luminoso ed evocativo scorcio della spiaggia di Mondello.
I confini di una finestra catturano le velature delle nuvole nelle infinite tonalità che degradano in morbidi passaggi dal blu al cilestrino, dal buio alla luce, nel cielo di Giuseppe Modica, mentre brilla la materia notturna popolata di astri nella policroma e vibrante galassia di Angelo Denaro.
Scende la sera in un interno, al lume di una candela che fa da contrappunto alla luce del tramonto dietro i vetri, nell’olio di Sergio Ceccotti. Una giovane donna dai tratti orientali sembra riflettere durante una pausa dalla lettura, immersa nella suggestiva atmosfera peculiare dei ritratti di Ilaria Rosselli Del Turco, mentre un arcobaleno di luci si stende, come coltre, sul corpo di una fanciulla dormiente nel quadro di John Picking.
Tra gli intagli di una sedia, nell’interno umbro del pastello di Peter Bartlett, balena un guizzo di luce, quasi come un’apparizione soprannaturale.
Il drappo bianco e le conchiglie poggiate sul davanzale frappongono una lirica di-stanza tra l’interno e l’esterno nell’olio di Giuseppe Montalbano: la luminosità del primo piano dialoga con i colori della notte in uno struggente plenilunio sul mare. E la sera scende sul golfo di Palermo nell’azzurro notturno di Luca Raimondi, mentre si accendono le luci nelle case e sulle strade e lo specchio tranquillo del mare trattiene in sé tutte le sfumature del cielo che non vuole ancora arrendersi all’oscurità. La notte di Vincenzo Piazza ci appare racchiusa in un mistico tabernacolo, tra bagliori di argentee comete e riflessi lunari, sullo sfondo di un firmamento che riversa la sua magica luce sul paesaggio sottostante.
Nell’opera di Sarah Miatt la trasparenza dell’acqua esalta, tra riflessi e riverberi, i na-turali colori dei ciottoli che evocano sfumature di gemme preziose e di auree pepite pronte ad essere raccolte.
Una luce abbacinante invade l’ Angolo di giardino di Vincenzo Nucci tra una palma, a ridosso del sipario di un muro, e un appena accennato cespuglio di bouganville che racconta di lunghi e assolati giorni d’estate, ricorrenti protagonisti nella poetica del pittore.
Ed è ancora la natura ad abitare lo scorcio mediterraneo proposto da Salvatore Capu-to, tra le consuete citazioni classiche ed un orizzonte che, come in un sogno, divide nettamente il mare turchino dal lucente cielo perlaceo.
Con la pennellata materica della sua Stazione di Comiso Salvo Catania Zingali evoca, nell’assenza della figura umana, un’atmosfera sospesa, dilatata nel biancore do-minante del primo piano dell’opera che culmina nello sfondo di un cielo azzurro striato di nuvole.
Cristiano Guitarrini elargisce un omaggio alla bellezza di Palermo, recente soggetto di elezione della sua pittura, esaltando i dettagli architettonici di uno dei Quattro Canti, attraverso la tessitura di una morbida luce che conferisce un supplemento di incanto ad una delle prospettive del Teatro del Sole.
Ed è sempre Palermo ad essere rappresentata in altre due opere: uno scorcio urbano, invaso dalla tipica luce meridiana d’estate, nella tela di Giovanni La Cognata, incon-fondibile nei cromatismi e nelle atmosfere e ne La spiaggia ritrovata di Francesco Caltagirone, cantore delle meraviglie panormite, che documenta con la sua pittura il recupero del litorale di Romagnolo, dominato dal magico sfondo del Monte Pellegri-no e restituito, dopo un lungo e imperdonabile abbandono, ai bagnanti e alla città.
La periferia di Tino Signorini è abitata dalle tonalità di un luminoso notturno, sul cui intenso azzurro di fondo si stagliano i bianchi e i gialli della tempera: bagliori accesi come speranze contro il sopravvento delle tenebre.
Dedica la sua tela alla città eterna Massimo Campi, inquadrando nella tipica luce dia-fana delle sue opere, l’originale taglio prospettico di uno dei simboli più rappresentati e celebrativi di Roma: il Colosseo.
La luce gioca tra i riflessi graffiati dei vetri di Bice Triolo, in una raffinata composi-zione monocroma solcata dal bianco che accentua le trasparenze, creando una roman-tica atmosfera sospesa nel tempo.
Nello stesso ambito si muove la pittura di Ilaria Caputo che sceglie di racchiudere in una natura morta un gioco di rimandi tra luminescenti metalli preziosi e antiche ce-ramiche.
Anche Daniela Balsamo, nella sua tela, concentra la luce nei riflessi argentei di ele-ganti posate, apparentemente disposte a caso in primo piano su un fondo color ac-quamarina che ne evidenzia l’effetto tridimensionale.
L’acqua gioca con le trasparenze ed assume il doppio ruolo di soggetto ed espediente tecnico nell’acquarello di Milvia Seidita, in un suggestivo scorcio lacustre in cui la notte sta per cedere il passo all’aurora.
L’elogio che Pedro Cano rende alla luce si condensa in quattro preziose miniature di paesaggio dipinte ad acquarello: diversi momenti del giorno, nella nativa Blanca, che la raffinata maestria dell’autore trasforma in piccoli miracoli di armonia e bellezza.
Gioca con i simboli, forte della sua esperienza grafica, Liliana Conti Cammarata che nella sua tecnica mista attinge al mondo spirituale del monachesimo femminile per creare il suo personale omaggio al tema della mostra.
Enzo Tardia lascia che la luce si avventuri all’interno delle sue geometrie: le tonalità fredde si sposano a quelle più solari in una fusione di vibranti fulgori, evocativi delle accensioni di un tramonto.
Si muove nell’ambito del suo contesto creativo Pascal Catherine, proponendo una vi-vace composizione nella quale i “ferri del mestiere” dell’artista assurgono al ruolo di protagonisti dell’opera, come magnetici catalizzatori di trasparenze iridescenti.
Massimo De Lorenzi sceglie per la sua opera sobrie tonalità grigio azzurrine che si stemperano in delicate gradazioni, tra i riflessi del fogliame in un suggestivo intreccio di luci ed ombre, evocando la raffinata tessitura di un affresco che rinunzia alla sedu-zione del colore.
Antonio Miccichè si affida alle infinite potenzialità della grafite, padroneggiando il sapiente gioco del chiaroscuro, in un originale autoritratto dal quale sembra invitare l’osservatore ad entrare nel suo affascinante mondo, a lasciarsi abbagliare dalla fonte luminosa del bianco che emerge per sottrazione dal tratto della matita, definendo le ombre e gli spazi.
Le geometrie della serra di Gaetano Lo Manto sono pervase da un blu luminoso e trasparente che richiama un suggestivo fondale popolato da piante acquatiche e miste-riose creature marine.
Questo, in sintesi, l'itinerario di luce proposto dal percorso della collettiva.
Tornando all’origine di questa celebrazione, correva il mese di maggio del 1998 quando a Palermo, in via Ricasoli, strada “predestinata” alle attività culturali ed arti-stiche, mosse i suoi primi passi la Elle Arte.
Oggi, a distanza di cinque lustri, con all’attivo un bagaglio di duecento mostre, questo spazio costituisce per me uno scrigno ricco di memorie e sentimenti.
Tra queste pareti hanno preso forma infiniti progetti, allestimenti a volte semplici, al-tre volte complessi e articolati. Ma alla fine di ogni impaginazione la mostra era sem-pre lì davanti ai miei occhi, in armoniosa simbiosi con la sua sede, come se ogni opera fosse stata pensata e concepita dall’autore proprio per quella parete.
Elle come Laura, non un luogo di lavoro ma una parte di me nella quale ho investito sogni e speranze, alla quale ho dedicato con impegno e passione tutte le mie energie, imprimendo uno stile attraverso il mio gusto e le mie non sempre facili scelte.
Vorrei esprimere la mia gratitudine nei confronti di tutti gli artisti che ho conosciuto e seguito in questi anni. Li ringrazio per avermi aperto i loro studi, per aver a volte condiviso con me anche la sacralità del momento creativo e per avermi mostrato la meraviglia dei suoi frutti, per aver ampliato i miei orizzonti, per avermi cullato in quello stato di grazia che solo la frequentazione quotidiana della bellezza sa procurare.
Ogni singolo incontro con la loro arte è stato per me fonte di grande emozione, irri-nunciabile nutrimento dello spirito.
Le dimensioni della galleria non mi hanno consentito di invitarne, in occasione di questa mostra, che una piccola parte. Non me ne vogliano gli assenti. Sono e saranno comunque presenti nel mio cuore, nella mia memoria e nella storia di questa venten-nale avventura.
Ringrazio tutti gli intellettuali, i critici e gli storici dell’arte, i giornalisti, gli scrittori e i poeti che mi hanno onorato della loro attenzione lungo il percorso della mia attività e in particolare coloro che mi hanno donato, in occasione di questo compleanno, una loro testimonianza per il catalogo.
E vorrei porgere un sincero ringraziamento anche a tutti coloro che, anche per una volta soltanto, hanno varcato la soglia della galleria, dopo aver affrontato l’ascesa dei suoi impervi gradini, perché, ciascuno per la sua parte, ha contribuito a costruire in-sieme a me la sua storia, a rendere vivo e reale il sogno di un percorso professionale che ha finito per coincidere con il mio cammino di vita.
Dulcis in fundo il mio grazie più sentito va a mia madre : per avermi dato alla Luce e per avermi educato all'amore per la vita e per l'arte. Per aver intrapreso con me quest'avventura e per avermi trasmesso il coraggio, la passione e la tenacia necessari per viverla ogni giorno.

Laura Romano




* OPERE