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DISEGNI

DISEGNI

Date
  • 19 Novembre 2000

Location
Mostra collettiva
19 Novembre 2000

Descrizione

Il segno come eresia e vita. Amerigo Bartoli, Leo Longanesi, Mino Maccari ovvero della libertà. Nel secolo delle grandi rivoluzioni, dei mutamenti apocalittici, della violenza e della guerra, delle democrazie e delle nuove schiavitù, i tre ci appaiono come anime vive, avvolte ancora nel turbinio delle esclusioni aprioristiche e delle rivendicazioni ottuse.
Tre destini che si sono incrociati, che hanno vissuto la temperie di strapaese -specie Longanesi e Maccari- l’illusione e la speranza di un periodo non certo di una parentesi che nel fascismo, nell’antifascismo e nella democrazia, ha trovato questi autori in piedi fino all’ultimo, sferzanti, caustici e spesso irriverenti. Sempre. Come si conviene per gli spiriti forti.
I segni allora nel farsi memoria diventano paradigmi, “poesia e satelliti artificiali” direbbe Bartoli Natinguerra e, come scrisse sul “Mondo” del settembre 1952 Alfredo Mezio, Bartoli dei tre è stato il più impolitico e “la pigrizia gli è servita a scansarsi dalla rissa politica e l’umorismo a farsi odiare dai letterati. Bartoli ha sempre scansato la politica come la peste, non ha mai fatto del moralismo e come caricaturista si è divertito a rappresentare un costume”. […]
[…]Con Longanesi, maestro inimitabile di scrittura all'”acido prussico” (direbbe Montanelli) “conte” di Bagnocavallo “attaccato alle sue radici borghesi, si sentiva borghese per quelle doti di serietà di onestà, di civiltà e di buone maniere, oltre ad un’attenta parsimonia, che caratterizzavano la vecchia borghesia italiana” -scrisse acutamente Gherardo Casini- . “Ma di questa borghesia avvertiva anche gli angusti limiti, gli orizzonti assai ristretti, una certa opacità intellettuale, certe consuetudini ripetitive, certe forme diventate luoghi comuni senza significato”.
L’antintellettualismo tutto toscano di Maccari, l’ostilità alla borghesia decadente e al razionalismo degli anni del “Selvaggio”, in opposizione al movimento del novecento e alla carica realizzativa secondo i criteri dell’ordine maestoso e funzionale del fascismo riuniti attorno alla rivista di Bontempelli e Bardi “Quadrante” e al futurismo superveloce di Marinetti, Boccioni e Balla, fanno anche di Maccari un protagonista che gli agili, incisivi ritratti e le coordinate spesso fortemente cariche di ironia al limite del caricaturale ci consegnano con grande simbolica esemplarità questo pittore scrittore “cavaliere delle cause perdute” (Italo Cremona) […].

Tommaso Romano

Informazioni

CATALOGO: pp. 32, illustrazioni 14

PRESENTAZIONE: Tommaso Romano

PATROCINIO: Provincia Regionale di Palermo, Galleria F. Russo – Roma

RECENSIONI: Aldo Gerbino “Giornale di Sicilia” 19 novembre 2000; “Giornale di Sicilia” Guida città 21 novembre 2000; Salvo Ferlito “L’Ora” 24 novembre 2000.

OPERE DI: Amerigo Bartoli, Leo Longanesi, Mino Maccari.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy