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IL NERO, IL NUDO, IL VUOTO

TINO SIGNORINI

IL NERO, IL NUDO, IL VUOTO

Date
  • 04 - 19 Febbraio 2011

Location
Mostra personale
04 - 19 Febbraio 2011

Descrizione

Il nero è il regno della Notte. Il nero è privazione, privazione del colore, della luce, ma non per questo è assenza di visione, anzi i contorni incerti del suo regno crepuscolare dischiudono nuovi mondi alla percezione che si fa rarefatta, socchiusa, impalpabile. Il nero è anche quello “vellutato, unico e prezioso” del contè, la tecnica grafica prediletta da Tino Signorini, che al calar della notte, quando la città si spegne, accende la sua luce interiore e la trasferisce poi sulla carta. La luce che cerca Tino non è dunque quella delle stelle, ma quella di piccole finestre che, come quella del suo studio, si illuminano nel buio, nel silenzio dei muri e dei tetti cittadini. Sono finestre aperte sull’anima che si interroga ancora sulla propria esistenza.
La pratica del contè, come la pratica della notte, sono alcuni dei tratti distintivi del lungo e intenso percorso creativo dell’artista che dalla natia Tripoli di Libia, attraverso Fano e poi Trieste, ha messo le sue radici in Sicilia, isola annegata nel sole e nella luce mediterranea, ma dall’animo ambivalente, terra dei contrasti per definizione, e perciò della luce come del buio, del bianco come del nero, del bello come del brutto.
Qui Tino porta avanti il suo credo con estrema coerenza e dedizione, ma a volte anche con fatica e pena, sin dai primi anni ’50, quando da autodidatta comincia a disegnare, incoraggiato dalla famiglia e da grandi artisti come Renzo Vespignani.
Tra interni soffusi e foschi paesaggi urbani, tra muri e sterpaglie, oggetti di ieri e demolizioni, scorre un racconto grafico che raramente si abbandona alla facile piacevolezza, restando sempre fedele ad un’unica personale direzione, indicata dalla memoria di un vissuto a volte troppo ingombrante per poter essere trattenuto dentro.
Il Nudo.
Nudo come il nostro corpo indifeso quando veniamo al mondo. Nudo come l’animo sensibile esposto alle intemperie della vita. Nudo il corpo della verità che si cela dietro l’estrema schiettezza di una lisca di pesce o di un guscio di riccio di mare. Tino Signorini concede poco spazio al corpo umano nei suoi lavori, poche delicatissime liriche grafiche sono dedicate a nudi di donna, perché la vera nudità è quella che lui svela nei suoi paesaggi urbani, in quegli scorci sorpresi di notte, in un tempo lento e assonnato.
La fragile delicatezza di questi lavori è il diretto corrispettivo dell’animo dell’artista, che si mostra così nudo di fronte allo spettatore, senza sovrastrutture o travestimenti, ma nella sincera dignità di un’esistenza illuminata e illuminante.
Il Vuoto.
Il vuoto è assenza. Assenza di spazio come di luce, assenza di vita. Anche il vuoto è privazione dunque. Leggere il vuoto nelle opere di Tino Signorini non vuol dire però privarsi di un’emozione, tutt’altro. Il vuoto di un paesaggio di periferia piuttosto che di un interno con tavolo e finestra corrispondono ad una caduta infinita nei meandri socchiusi di un paesaggio tutto interiore. Dietro l’assenza di figure, dentro il vuoto delle strade, c’è il fruscio di un albero che ondeggia verdeggiante sui neri o sui delicati cerulei. Il vero vuoto allora è quello della realtà in cui viviamo, sempre più deprivata e deprivante.
La maestria di Tino sta nel saper leggere questo vuoto e trasformarlo in pienezza espressiva, in compiutezza di sentimento che è al contempo sorpresa e sgomento, gioia e dolore, luce e buio, nero e colore, perché questi sono i pilastri contraddittori che reggono l’animo umano.
Leggere fino in fondo l’opera di Tino Signorini non è facile, e forse non è per tutti, perché “bisogna chiudere l’occhio fisico per vedere principalmente con l’occhio dello spirito”, come suggeriva nel 1800 Caspar David Friedrich; spogliare la propria anima dalle braghe ingombranti che la società odierna ci impone, così come la Chiesa le impose al Giudizio Universale di Michelangelo; ed infine abbandonarsi al vuoto della realtà esteriore per poter scoprire tutta la pienezza interiore che si manifesta in un semplicissimo tratto nero di contè.

Valentina Di Miceli

Comunicato Stampa

La Galleria Elle Arte di via Ricasoli, 45 comunica che:
venerdì 4 febbraio 2011 alle ore 18,00 sarà inaugurata :

IL NERO, IL NUDO, IL VUOTO
PERSONALE DI TINO SIGNORINI

La personale di Tino Signorini raccoglie trentacinque opere tra tecniche miste e tempere su tavola, realizzate tra il 1980 ed il 2011 e dedicate al tema del paesaggio urbano.

Della sua opera hanno scritto, tra gli altri: Eva Di Stefano, Salvo Ferlito, Melo Freni, Aldo Gerbino, Franco Grasso, Paola Nicita, Eduardo Rebulla, Giuseppe Servello, Franco Solmi, Sergio Troisi, Emilia Valenza, Renzo Vespignani.

La mostra si protrarrà fino al 19 FEBBRAIO 2011
Ingresso libero. Orari 16:30/19.30 (Chiuso Domenica )
Per informazioni tel./fax 091-6114182; e-mail: ellearte@libero.it.
www.ellearte.it

Informazioni

RECENSIONI: “www.ninniradicini.it” 29 gennaio 2011; “blogsicilia” di Claudio Alessandri 31 gennaio 2011; “tribenet” 31 gennaio 2011; “Giornale di Sicilia” guida città 4 febbraio 2011; “Giornale di Sicilia” cultura e società 7 febbraio 2011; “La Repubblica” giorno e notte 8 febbraio 2011; “La Sicilia” Palermo cultura e società articolo di Aldo Gerbino 10 febbraio 2011; “balarm.it” di Claudia D’Alessandro 10 febbraio 2011.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy