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DANIELA LONGO ~ INTERIORI COSMOGONIE

DANIELA LONGO ~ INTERIORI COSMOGONIE

Date
  • 10 - 27 Ottobre 2007

Location
Mostra personale
10 - 27 Ottobre 2007

Descrizione

Un’interiore pulsione “energetica” e un incoercibile bisogno d’espressione animano la pittura “astrale” di Daniela Longo.
Sostenuta da queste impellenze ad elevata termica emozionale ed affettiva, la pittrice palermitana ha infatti individuato in un caratteristico lessico dai peculiari connotati “cosmogonici” il prediletto modulo linguistico grazie al quale dare evidenza visibile e compiuta all’intenso dinamismo del proprio immaginario.
Il sole si tuffa, Fusione, Oceano sole, Orizzonti, Raggi blu, Sole all’inferno sono – non a caso – gli evocativi titoli dati dalla Longo ai suoi dipinti, a conferma d’un chiaro – e non semplicemente allusivo – riferimento cosmologico, nelle cui ipercromiche declinazioni convogliare ogni energia “ribollente” nell’io profondo.
Probabilmente motivata anche da suggestioni filosofiche di ascendenza orientale (oltre, ovviamente, che da influenze di carattere astronomico), Daniela Longo pare privilegiare – nel proprio fare artistico – gli aspetti “generativi” di incontro e di fusione fra opposti compatibili (e di consequenziale evoluzione “energetica” degli stessi), concentrando le proprie proiezioni emozionali ed affettive su icone “cosmiche” dall’inequivocabile simbolismo “concezionale”.
Ecco allora l’incandescenza della vis radiante del nostro sole armonizzarsi a più riprese con l’azzurrità dell’aere circostante, in una crasi bicromatica ove l’esuberanza delle vibrazioni luminose dell’arancione va a temperarsi nelle pastosità dei celesti e dei blu più o meno tonalmente articolati.
Altrove è invece un’impostazione quasi “raggistica” a scandire la superficie della tela, restituendo all’osservatore – con una delicatezza coloristica di gusto giapponese – la poetica ed esplosiva incandescenza del sole al suo levarsi.
Per lo più pervasa – dunque – da un’idea “cosmica” (nel senso d’una organizzata ed ordinata distribuzione visuale delle forze “generatrici”, intesa come corrispettiva traduzione ottica delle cinetiche interiori), la pittura di Daniela Longo non si sottrae tuttavia ad esiti decisamente più caotici, capaci di farsi credibili vettori di stati d’animo maggiormente esuberanti e “dionisiaci”.
Al dualismo interattivo dei colori e delle forme astrali tende infatti a sostituirsi – in più d’un caso – una predominante timbrica (il rosso-arancione per Sole all’inferno, un’estesa azzurrità per il trittico senza titolo), però giocata con modalità di stesura ben più turbolenta e con esiti visivi palesemente meno apollinei ed ordinati. Un andamento quasi gestuale che si inscrive in un linguaggio tendenzialmente astrattista, ma pur sempre oscillante fra residuali persistenze figurative e più risolute fughe verso l’informale.
Un incedere linguistico dai connotati più strettamente funzionali che latamente indecisi, poiché capace di consentire l’adeguata correlazione fra lo slancio ideativo e il manufatto terminale, con annessa e pertinente proiezione del dato interiore su quello visuale.
Così, laddove prevale nettamente l’istanza “generatrice” (di rappresentazione della vis “riproduttiva” insita nell’inesausto divenire del mondo naturale), la figurazione riprende quota più visibilmente, pervenendo non solo alle già citate immagini astronomiche, ma anche a delle franche allusioni “gravidiche” (con tanto di silohouette femminili dall’inequivoca pregnanza, come in Insieme ed in Omaggio ad un bambino) cui attribuire un ruolo allegorico del tutto ineludibile.
Laddove, invece, si impongano delle istanze assai meno definite nei loro slanci pulsionali, il gesto tende a fluire in maniera oggettivamente ben più libera, procedendo nel senso d’una estroflessione di tipo abreattivo totalmente svincolata da obblighi figurali, ove l’andamento pastoso e maculare o fluido e curvilineo delle pennellate assume un carattere “espressionistico” da vera e propria “sismografia intrapsichica”.
I dipinti di Daniela Longo si pongono – dunque – quale credibile riflesso della vita emozionale ed affettiva dell’artista, confermando l’inconsunto ruolo della pittura quale circostanziato e dovizioso vettore dell’io e delle sue dinamiche nel mondo.
Racconto di sé offerto all’altrui lettura e presa di visione; disvelamento traslato in grado di narrare il proprio essere ed esistere ben più di qualsivoglia fiume di parole.

Salvo Ferlito

Informazioni

11 – 27 ottobre

CATALOGO: Elledizioni, collana “Rosa dei venti” 12, pp. 36, illustrazioni 23

PRESENTAZIONE: Salvo Ferlito

PROMOSSA DA: Assessorato Regionale dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione

RECENSIONI: “La Repubblica” 11 ottobre 2007; “Giornale di Sicilia” Guida Città 11 ottobre 2007; Antonella Lombardi “La Sicilia” 17 ottobre 2007; “Corriere della sera” 13 ottobre 2007; Mario Cappelli “Culturalnews.it” ottobre 2007; “Guidasicilia.it” ottobre 2007; “Palermowebnews.it” 9 ottobre 2007; Francesco Scorsone “scorsone artecontemporanea” 16 ottobre 2007.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy