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RITA SAJEVA ~ LA FORMA DELLA LUCE. MARMI, BRONZI, VETRI 1993-2008

RITA SAJEVA ~ LA FORMA DELLA LUCE. MARMI, BRONZI, VETRI 1993-2008

Date
  • 04 Aprile - 03 maggio 2008

Location
Mostra personale
04 Aprile - 03 maggio 2008

Descrizione

Superfici tangibili, allegoriche, accarezzate dalla luce e dalle ombre, plasmate da un languore viscerale, che prorompente fa emergere gli ancestrali sentimenti che albergano nel profondo. Le sculture di Rita Sajeva rapiscono, sollecitando sensazioni ed emozioni…si osservano, si contemplano, si sfiorano. Le sinuose forme divengono luoghi segreti per accogliere, per cullare, e per soffermarsi ad ascoltare il melodioso suono che diffondono. I vuoti, i piani, le linee, sono stati concepiti e originati con l’idea di spazio, come involucro per avvolgere lo spettatore, per fondersi con la scultura. Blocchi di materia levigata si muovono nel cosmo creativo, volteggiano su se stessi, imprimendo nel modellato l’idea che ab origine era presente, sospesa nell’indugio spasmodico di essere svelata. Pesanti gocce di marmo, di bronzo, fluttuano, plasmandosi in eleganti forme, tali da allontanare il senso della gravità, insito nella materia stessa. Percependo con facoltà tattile le tracce lasciate sulla pietra, dal trascorrere del tempo, dalla storia dell’uomo e dal suo passaggio, confluiscono nel punto d’incontro del principio e della fine. La scultura acquisisce in tal modo quella naturale leggerezza che l’artista le ha donato. Entra in sintonia con ciò che l’attornia, in un sinergico scambio, che sublima l’atto creativo. Per Rita Sajeva lo spazio è ricerca della scoperta, intesa come luce. Una forma luminosa ed illuminante, di un’interiorità, che trova espressione nella materia. È il leitmotiv che muove la sua intera produzione: un lavoro fatto di intensità, di sentimenti, di profumi, di colori di un universo primigenio, vivifico, trasformatosi in una dimensione privata, interiorizzata. Le sue sculture sono diventate reliquiari dentro i quali trovano custodia i segreti del suo cosmo, i suoi ricordi, le sue sensazioni. È una scultura di memoria, avvolta in una fosforescenza interiore, che prende forma nel magico gioco di luci ed ombre, negli spazi pieni ed in quelli vuoti, nelle candide superfici marmoree, negli ossidi di bronzo, e nella vibrante leggerezza del vetro. La luce è essenziale, e sostanziale alla produzione scultorea, si trasfigura in forma, definendo il profilo della scultura stessa. Esprime forti stati d’animo, inquietudini, oniriche visioni, accentuati nelle forme dinamiche e contorte, dove l’antitesi luminosità – adombramento, trova la sua configurazione. Nelle composizioni più statiche, ben levigate, la luce non si scontrerà con la materia, ma vi scivolerà sopra lentamente, fondendosi in un’armonica tonalità per raccontare sentimenti rasserenanti. La ricerca dell’elemento luce si rivela per l’artista necessità espressiva. Diviene esigenza esistenziale, ricerca del calore, traducendosi in una intensa forte tridimensionalità, che fuoriesce prepotentemente, modellandosi in un equilibrio che trasforma la spiritualità in plasticità. Lo studio della forma, così attento, puntuale, concepito amorevolmente, in un atto altamente creativo, attraversa l’intera produzione, esplicitandosi in distinti moduli espressivi. Le morbidezze di alcune sculture, alle quali Rita Sajeva giunge con la scelta di soluzioni volumetriche femminee, materne, di incontri della materia, divengono forma, cedevole, racchiusa al suo interno, come nell’atto di contemplare se stessa: l’archetipo. La scultura si manifesta come dotata di una psiche autonoma, che aleggia nella sfera delle idee, rese forma dalle abili mani della sua artefice, che diviene strumento al servizio della creazione stessa. Una forza vitale, insita nel blocco materico, pervade le opere, trovando la sua espressione nell’incontro con la sapiente manualità dell’artista. La levigatezza della figura si contrappone successivamente alla tensione drammatica delle torsioni, delle linee appuntite, sulle quali violenta si infrange la luce. Fino a pervenire allo studio dei “Corpi in attesa”, dove la chiusura della forma dentro se stessa, nell’attesa che qualcosa si compia, esprime comunque inquietudine, mitigata, in parte, dagli strati di pigmento distesi sul bronzo. Una colorazione mai violenta, mai decisamente espressa, ma sempre modulata (ottenuta per mezzo dell’impiego di patine ricavate da nitrati di ferro, di rame e solfuri di ammonio) per narrare una positività ancora simbolicamente in fieri. La sua produzione artistica è pervasa da un’essenza trascendentale della realtà: quella sostanziale, che si distacca dalle forme concrete in cui oggettivamente si estrinseca. È un andare oltre il visibile, verso quell’iperuranio, difficile da cogliere, dove il livello della concretezza materiale viene travalicato. La ricerca di una scultura, realizzata mediante tecniche tradizionali quali l’impiego del marmo e del bronzo, volta in direzione di una forma biomorfica, la rappresentazione del principio formativo, che si plasma nelle sinuose curvature, nella concavità delle forme, e nella modalità di impiego del colore, si avvicinano alla concezione scultorea di Hans Arp. Echi di questo autore sono ravvisabili anche in quei torsi, reinterpretati in chiave classica, simili a metope greche, sfiorando una sintesi formale astratta, per mezzo di una compattezza di volumi, levigati, carezzevoli; anche se Rita Sajeva non perviene mai ad una astrazione totale della figura, mantenendo nella materia quella surrealista simbologia archetipica, più vicina a Moore. Certamente l’interpretazione delle poetiche classiche, profondamente insite nella produzione scultorea cara all’artista, sottolineata dall’importanza della sublimazione della materia, si avvicina alla filosofia di Alberto Viani. L’unità formale, dove avviene l’identificazione tra forma e spazio, e tra forma e significato, è sottoposta a grande cura da parte dell’autrice. Il lavoro scultoreo diviene un libro da cui si dipana un racconto dai poteri magici, immerso in una realtà spazio-temporale nella quale la relazione è interamente impostata sul rapporto forma-luce, che diviene vitale per il sotterraneo scambio sinergico tra i due elementi. Il substrato culturale, sotteso nella scultura di Rita Sajeva, si coniuga con la sapiente modalità del modellare la propria materia con molto amore, con altrettanta sensualità mista ad un’estrema conoscenza dell’intima struttura del materiale. La segreta euritmia della natura, viene svelata nella fluidità geometrica della sua produzione, sottolineata in quei pieni e in quei vuoti che diventano evocativi della magnetica grazia della sensualità. Le sculture di Rita Sajeva rappresentano l’essenza della sua contemplazione, donando al riguardante infiniti spunti di meditazione non solo visiva, ma soprattutto percettiva.

Laura Di Trapani

Comunicato Stampa

Venerdì 4 Aprile 2008 alle 19,00
Presso Spazio Bquadro
Via XII gennaio,2 Palermo
Sarà inaugurata la personale di scultura di
RITA SAJEVA
La forma della luce
Marmi,bronzi,vetri 1993-2008

La mostra, promossa dalla Provincia Regionale di Palermo e organizzata dalla Galleria Elle Arte, raccoglie quaranta sculture in marmo, bronzo e vetro realizzate dall’artista, nata a Bagheria e residente da trent’anni in Lussenmburgo, tra il 1993 e il 2008.
Come afferma la curatrice Laura Di Trapani nel testo di presentazione:
Superfici tangibili, allegoriche, accarezzate dalla luce e dalle ombre, plasmate da un languore viscerale, che prorompente fa emergere gli ancestrali sentimenti che albergano nel profondo. Le sculture di Rita Sajeva rapiscono, sollecitando sensazioni ed emozioni…si osservano, si contemplano, si sfiorano. Le sinuose forme divengono luoghi segreti per accogliere, per cullare, e per soffermarsi ad ascoltare il melodioso suono che diffondono. I vuoti, i piani, le linee, sono stati concepiti e originati con l’idea di spazio, come involucro per avvolgere lo spettatore, per fondersi con la scultura. Blocchi di materia levigata si muovono nel cosmo creativo, volteggiano su se stessi, imprimendo nel modellato l’idea che ab origine era presente, sospesa nell’indugio spasmodico di essere svelata. […] Le sue sculture sono diventate reliquiari dentro i quali trovano custodia i segreti del suo cosmo, i suoi ricordi, le sue sensazioni. È una scultura di memoria, avvolta in una fosforescenza interiore, che prende forma nel magico gioco di luci ed ombre, negli spazi pieni ed in quelli vuoti, nelle candide superfici marmoree, negli ossidi di bronzo, e nella vibrante leggerezza del vetro. La luce è essenziale, e sostanziale alla produzione scultorea, si trasfigura in forma, definendo il profilo della scultura stessa. Esprime forti stati d’animo, inquietudini, oniriche visioni, accentuati nelle forme dinamiche e contorte, dove l’antitesi luminosità – adombramento, trova la sua configurazione. […]
La mostra si potrarrà fino al 3 maggio 2008 con i seguenti orari :
10.00/12.00-17.00/19.00 (chiuso lunedì, domenica e festivi)
Ingresso libero
Catalogo in mostra Elledizioni con un testo critico di Laura Di Trapani e un’intervista all’artista a cura di Marina Sajeva

Palermo, 31 marzo 2008
Grazie per l’attenzione
Laura Romano

Informazioni

CATALOGO: “Elledizioni” collana “Oronero ” 1, pp. 64, illustrazioni 40.

PRESENTAZIONE: Laura Di Trapani.

RECENSIONI: Mario Cappelli “Culturalnews.it” 31 marzo 2008 ; “La Repubblica” Giorno e notte aprile 2008; “Giornale di Sicilia” Guida Città 4 aprile 2008; “Anteprima” anno III n. IV Aprile 2008 ; Valentina Di Miceli “Giornale di Sicilia” 22 aprile 2008.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy