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FRANCESCO CALTAGIRONE ~ L’OCCHIO SULLA CITTA’ MODERNA

FRANCESCO CALTAGIRONE ~ L’OCCHIO SULLA CITTA’ MODERNA

Date
  • 16 - 31 Ottobre 2009

Location
Mostra personale
16 - 31 Ottobre 2009

Descrizione

Una recente e interessante Guida all’architettura del ‘900 di Palermo di Matteo Iannello e Blenda Scolaro ha avuto il merito di schedare e rivalutare una buona porzione di edifici palermitani del secolo appena trascorso, inserendoli definitivamente nella storia architettonica della città. Dal volume viene fuori l’epifania di una Palermo moderna più ricca, di quanto a prima vista non sembrerebbe, di edifici di qualità, progettati da architetti e ingegneri di grande spessore professionale e culturale, degni di essere segnalati e conosciuti e soprattutto presi ad esempio per una più incisiva e rapida progettazione del moderno, che inneschi, finalmente, nel tessuto urbano un episodio nuovo, paragonabile a quelli di tante metropoli e città europee, con cui spesso, nel passato, la capitale della Sicilia si è confrontata. Il moderno, però, in una città come Palermo, è frammentario e latente, squilibrato rispetto all’antico, come scrivono gli autori della Guida (p. 11), è contaminato dal marchio impressovi dalla speculazione edilizia e dall’abusivismo, che hanno soffocato la città con mostri di cemento estranei alla sua tradizione morfologica e privi di forza creativa. È, quindi, sorprendente che un pittore ne sia attratto, che anzi prediliga quest’aspetto a quello tradizionale, perché in generale in arte manca o è rarissima la raffigurazione della città moderna, della città caotica attraversata freneticamente da automobili e bus, da rapidi e assenti cittadini, che dimenticano di contemplarla ed amarla come meriterebbe. Dagli artisti, nei secoli, Palermo è stata piuttosto rappresentata e inquadrata con punti di vista e modalità, che ne hanno messo in luce la bellezza della posizione naturale, gli scorci più affascinanti e poetici, la spettacolarità di chiese e palazzi, di strade e cantoni, di monumenti carichi di storia millenaria, che ne hanno fatto una città d’arte, dandole un’impronta inconfondibile, un’identità forte. Ma Francesco Caltagirone sa che i luoghi narrano soprattutto la realtà quotidiana, quella che crediamo di conoscere e che invece ci sfugge e sa, anche, che questi luoghi vanno osservati, protetti, custoditi al pari dei più noti. La sua Palermo è una città di oggi, del XXI secolo, attraversata da segni contraddittori, che si incrociano mescolando passato e presente, e qualche volta, anche se solo a sprazzi, facendo intuire il futuro; è una città dalle multiple sfaccettature, in cui spesso si occultano le falle della vera metropoli, difficile da gestire. Quella di Caltagirone è scelta significativa di strade, piazze, edifici, inquadrati con un taglio tutto personale, in cui lo sbandieramento dei panni al sole e al vento si mescola all’eleganza e all’imponenza degli alti e snelli tronchi, esplodenti vitalità. Attratto dai dettagli della modernità, – automobili e biciclette, motorini e autobus di linea, ma anche placide carrozzelle -, il pittore invita a osservarli nella loro vivacità, nella loro mossa quotidianità, che mostra nei suoi dipinti il volto positivo, unificando in un tutt’uno uomini, animali, macchine e cose in prospettive di spazi scenici, lungo i quali si snodano narrazioni di immagini e prendono vita comuni forme di socialità urbana. I paesaggi nuovi di Caltagirone sono vissuti, sono il riflesso di azioni, di una misura del vivere ed operare nel territorio. Aiutato in questo dalla contaminazione della tecnica pittorica con la fotografia, il nostro ne fa scaturire una particolare modalità di pittura, tutta post-moderna, se è vero che la post-modernità vive dell’incrocio e della mescolanza. Caltagirone in questo suo gioco a rimbalzo tra fotografia e pittura e, nella figuralità, tra presente e passato, con piena assunzione delle trasformazioni, è interamente dentro al post-moderno. Certi suoi particolari, che sembrano quasi fotografie fanno pensare, se pur con tutte le distanze, sia a fotografi come Gabriele Basilico e a tutta la fotografia degli anni Novanta sia agli affondi del grande Hopper sulle sue cities, di cui è, tuttavia, assai diversa la tragicità della visione e l’assoluta emarginazione e solitudine dell’essere. Caltagirone, invece, spinto da una familiarità piena e affettuosa col paesaggio urbano, si lascia sedurre dalla vitalità dei luoghi, non percepiti come spazi ostili e disumanizzati, scenari solo dell’assenza e dell’abbandono, ma come configurazioni di un presente, in cui convergono insieme, con intersecazioni qualche volta inedite, solitudine e amore, tradizione e attualità. In opposizione al caos e volutamente ignorando gli orrori della città odierna, con esattezza visionaria e con la serenità propria della sua indole, mira alla rappresentazione dell’ordine sognato, con una dimensione mentale che predilige più la razionalità che l’emozione contemplativa. Ama la sua città, la città di oggi, con tutte le sue controverse frammentazioni, con tutte le sue continue aggregazioni di storia e contemporaneità, e, guardando al nuovo lancia con i suoi colori e le sue prospettive un invito a scoprirlo questo contemporaneo, a osservarlo con maggiore attenzione e accettazione. Il grattacielo INA di piazzale Ungheria, il grande edificio dell’Enel di Giuseppe Samonà, la lunga prospettiva di via Montepellegrino con sullo sfondo l’imponente mole del promontorio tra i più belli del mondo, caro ai palermitani e non solo a loro, le gru dei cantieri nel rosso sangue del tramonto, una delle poche immagini capaci di far pensare a una città industriale e produttiva, si incrociano con la visione sempre intersecata da dettagli moderni dei Teatri esaltanti della città, il Politeama e il Massimo, letto, questo, con una rara angolatura che lo inquadra dal mare. Francesco Caltagirone ama far emergere in lontananza il mare dalla barriera in primo piano dei monumenti, così come ama ritrarlo, il mare, con dolcezza di sguardo dalla Cala, da Mondello, dal porto: la Cala, in particolare, che sovrabbonda di luce solare per quelle mosse pennellate bianche in primo piano, che la esaltano facendola vibrare. Rari scorci poi della città vecchia, come piazza San Francesco di Paola, Piazza Lolli, Porta Carini con il suo caotico traffico commerciale o il viale della Libertà, che ricorda le tante belle inquadrature liberty dell’ampio alberato boulevard alla francese, ma che è soprattutto colta in una più modesta, godibile dimensione di solitudine e di silenzio in un’odierna domenica invernale, in cui solo pochi privilegiati godono di un lento passeggio a dimensione umana. Gente comune, capace di intimo godimento e di abbandono, non più la sola elegante borghesia che la percorreva in carrozza in anni lontani. Oggi Caltagirone, con interessanti rimandi dell’occhio, ne amplia la prospettiva, appuntando il pennello sul primo palazzo di vetro, a ridosso di piazza Castelnuovo. La sua pennellata è compatta, limpida, i colori per lo più tenui, quasi una pittura tonale, che imprime alle immagini calore e profondo senso di serenità, corroborando quella visione positiva della realtà, che emerge un po’ da tutte le angolature proposte. Colori impalpabili, mobili, con efficaci condensazioni di luce, che illuminano i luoghi in cui questa ancora respira, laddove, nella città attuale, tra tubi di scappamento, motori, gas, sono proprio i colori a subire gravi danni, restringendosi a poche gamme di una sola tonalità, senza toni intermedi, senza sfumature. Nelle sue ultime realizzazioni il suo pennello è diversamente attratto, è più affascinato dagli spettacoli della natura che dall’architettura e le sue cromie si sono personalizzate e intensificate, inclinando al rosso aragosta o al ruggine dei tramonti, misti a neri e blu-violetto, ma anche a certi intensi e personali marrone-beige di piazze e palazzi (piazza Castelnuovo con il suo bel palchetto della Musica, porta Nuova, piazza Lolli), in mezzo ai quali colpisce l’esaltazione degli alberi, delle palme ancora verdi, trionfanti, vive, sui cui tronchi il pittore applica talora piccoli inserti di carta, sui tronchi di alberi soprattutto, movimentandone con il volume l’immagine. E colpisce il pur magico, ampio e disarmonico scenario di grattacieli e palazzoni di uno dei nuovi quartieri, addolcito dal volo di alcuni colorati deltaplani, che si muovono leggermente in un’atmosfera quasi fiabesca. Da autodidatta, ma figlio d’arte (il padre ha lavorato nel campo della scenografia e ha dipinto), amante della pittura, collezionista di arte siciliana del Novecento, Caltagirone ha iniziato a dipingere da poco, dal 2004, ma ha già partecipato ad alcune collettive: questa è la sua prima personale, che fa sperare in un fervido futuro.

Anna Maria Ruta

Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

La Galleria Elle Arte di via Ricasoli, 45 comunica che:
venerdi 16 ottobre 2009 alle ore 18.00 sarà inaugurata la Personale di
Francesco Caltagirone
L’occhio sulla città moderna
La mostra raccoglie circa trenta oli su tela e su tavola, realizzati tra il 2006 e il 2009.
Una sorta di viaggio curioso attraverso la città di Palermo, ritratta con un taglio originale ed innovativo, perché il pittore immortala la sua Palermo, osservandola nella sua caotica quotidianità, contaminata da automobili e bus, invasa da frettolosi passanti. Una città nella quale passato e presente si amalgamano, più o meno armoniosamente, in un ibrido al quale gli sguardi dei palermitani , ma anche dei turisti si sono ormai assuefatti e in cui si fondono con scelte post-moderne pittura e fotografia.
Francesco Caltagirone vive ed opera a Palermo.

Catalogo in galleria Elledizioni collana “Rosa dei venti”
Interverrà la Prof. ssa Anna Maria Ruta
Sarà presente l’autore.
La mostra si protrarrà fino al 31 OTTOBRE 2009
Ingresso libero. Orari– 16.30/19.30. Chiuso domenica.

Palermo, 13 ottobre 2009 Laura Romano

Informazioni

CATALOGO: “Elledizioni” collana “Rosa dei venti” 18, pp. 33, illustrazioni 27.

TESTO: Anna Maria Ruta.

RECENSIONI: “Giornale di Sicilia” 16 ottobre 2009; “Giornale di Sicilia” 26 ottobre 2009.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy