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NICOLA LAZZARI ~ METEORE E LONTANANZE

NICOLA LAZZARI ~ METEORE E LONTANANZE

Date
  • 15 - 29 Novembre 2003

Location
Mostra personale
15 - 29 Novembre 2003

Descrizione

C’è qualcosa di anglosassone nello sguardo che i water-colours di Nicola Lazzari lasciano cadere sulle campagne, le insenature, le isole del Mediterraneo, non meno che sulle valli e sulle nevi dell’Engadina. Ma è un’impressione che va precisata. Racconta Lazzari che da bambino si liberava dalla noia pomeridiana passando ore ed ore in contemplazione di una serie di gouaches di soggetto napoletano, dipinte da artisti inglesi in quel gusto del paesaggio mediterraneo così fiorente tra Sette e Ottocento. Lazzari è cresciuto in Toscana, ma è un sangue misto: metà toscano e metà friulano, o se si preferisce, austriaco. Il suo è uno sguardo nordico, innamorato del Sud, ansioso d’incontrare la luce; lo sguardo di un vedutista che scopre, come fosse una sorpresa ininterrotta, l’esistenza tacita e primordiale del mondo, lo spettacolo, e perchè no?, la cartolina del mondo, con infinita ed incantata propensione a godere di un sole mitico, dei colori del cielo e del mare.
Questo gusto mediterraneo, il gusto della natura inseguita nelle sue origini va rigorosamente separato, anche se le è stato in qualche modo debitore, da quella tradizione che ha fatto del golfo di Napoli un emblema figurativo. Niente scuola di Posillipo, niente pennacchietto di fumo grigioroseo che esce dalla bocca del Vesuvio. L’amore per il particolare, il gusto meticolosamente descrittivo di Lazzari non vanno confusi coi piccoli frammenti oleografici del vedutismo anglo-napoletano. Lazzari ama le grandi solitudini, il silenzio dei paesaggi spaziosi e incontaminati, le vaste distese equoree, e per questo va perlustrando i luoghi più disabitati, quanto più oggi riscoperti dai bisogni d’ossigeno della sensibilità collettiva. […] La predilezione per questo stile stile “d’antan”, così controcorrente, così estraneo alle sterili e pompose domande che la pittura del secondo Novecento ha rivolto a se stessa, potrebbe generare un equivoco. Forte di modelli e maestri, nutrito di cultura e di scuola, il vedutismo di Lazzari potrebbe sembrare oggi, non senza un discreto carico di ambiguità, nel suo ipertrofico richiamo ai valori del passato, del Sette e Ottocento, una provocazione, una sfida, o un’espressione d’arte serenamente dandystica. Questi acquarelli si situano, con tutta tranquillità, ignari o indifferenti a tante polemiche sul destino della pittura, prima e dopo il moderno. Sembrano nati per il piacere e il riposo dell’occhio, per diletto, perchè possa rivivere sulla carta, come negli acquarelli di due secoli fa, una scena strappata alla vita, mentre non c’è, negli acquarelli di Lazzari, nel silenzio e nel deserto delle sue immagini, nessun segno di vita, nessun tributo alla quotidianità. La felicità dell’occhio cammina, piano piano, contro se stessa; trascolora nel suo contrario. Non è felicità. È inquietudine, apprensione, e una sottile paura. […]

Cesare Garboli

Informazioni

CATALOGO: Elledizioni, collana “Rosa dei venti” 10, pp. 24, illustrazioni 27

PRESENTAZIONE: Cesare Garboli

PATROCINIO: Provincia Regionale di Palermo

RECENSIONI: “Giornale di Sicilia” Guida Città 15 novembre 2003; Paola Nicita “La Repubblica” 20 novembre 2003; Salvo Ferlito www.pittorica.it novembre 2003.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy