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PARIS, LA BELLE EPOQUE

PARIS, LA BELLE EPOQUE

Date
  • 13 - 28 Settembre 2013

Location
Mostra collettiva
13 - 28 Settembre 2013

Descrizione

Ora so cosa significa immergersi profondamente nel mondo simbolista che si respirava a Parigi alla fine del XIX° e inizi del nuovo secolo; vuol dire cogliere nella parola, nel suono, nell’immagine i significati più intensi e incisivi capaci di stimolare emozioni, sensualità, piacere. Significa evocazione di un mondo che non è soltanto sensitivo, ma anche spirituale.
La tematica del “poeta maledetto” disilluso della vita, che affoga se stesso nella nebbia dell’assenzio in cui si consumò Paul Verlain, non è l’unico motivo esistenziale degli artisti parigini e non soltanto, del primo Novecento, ma è piuttosto la ricerca di una purezza sensuale e primitiva, spesso filtrata dal mondo arabo e dalla civiltà orientale come fecero Pierre Loti ed Eugene Grasset e molti artisti loro contemporanei, con il convincimento di rigenerare il mondo Occidentale, anche se il tentativo di spaziare con la propria sensibilità estetica verso l’Oriente era assai difficoltoso, in una Cina o Giappone dove il rapporto tra l’uomo- artista, il pittore- poeta-filosofo e la natura, era di difficile penetrazione per una mentalità occidentale.
Nel cuore della cultura mitteleuropea vige una raffinata ricerca di stile che si riflette nelle arti figurative e nella poesia. Si predilige la figura femminile ora dipinta sotto le sembianze di una misteriosa fanciulla o di una voluttuosa amabile creatura. Le tante ninfe forgiate dagli artisti nella pietra litografica o nella matrice di rame e di zinco evocano il suono di rinfrescanti zampilli di purezza e nelle generose morbide figure femminili abitatrici dei boschi e delle acque si configura l’immagine- simbolo della fecondità.
Nei Salon parigini degli ultimi decenni dell’Ottocento esplode un tripudio di femminilità con Le nu
au Salon Paris 1888-1894. Nella sensualità delle figure femminili raffigurate dagli artisti serpeggia non tanto la provocante seduzione, ma piuttosto una punta di velata malinconia che si sposa ad un arcaico intimismo. Ciò accade nei maggiori protagonisti del simbolismo europeo, come in Klimpt , ma una velatura di malinconia è anche presente nella maggior parte degli artisti che a Parigi ritraggono la nuova creatura della parisienne alla moda, la demi-mondaine frequentatrice di caffè e di teatri, oppure la femme amateur che visita gli atelier dei mercanti di stampe e di oggetti di antiquariato.
La lezione accademica è superata da una logica espressiva con significati allusivi, simbolici, soprattutto quando la base del disegno si trasferisce nella lastra litografica. La figura femminile è attentamente studiata esaltando alcuni particolari come le mani, o altri elementi osservati nella “bella natura”, con un gesto complice.
Spesso il colore è luce, come accade nella litografia: Aurore, una sintesi armoniosa di linee e soprattutto un’accurata ricerca della luce per mettere in risalto il tenue rosato di un corpo giovanile e un candido sorriso misto a una sorta di complicità velatamente mal celata con il gesto offerto dalla giovane fanciulla. E’ uno dei tanti soggetti raccolti in questa panoramica d’incisioni ove la lezione accademica ha superato gli stilemi tradizionali.
Penso che non ci sia niente di più bello del sentire l’arte come suono di poesia, e la poesia come note di musica; non descrivere la realtà, ma poterla suggerire con emozioni e stati d’animo; poter lambire l’essenza delle cose e della natura in cui siamo immersi con sfumature non descrittive, ma pittoricamente evocatrici come lo sono gli accordi musicali: ora lievi ora intensi, al pari di quelle emozioni che hanno tracciato indelebili “marcature” nella nostra anima.
Nell’arco di tempo che va tra Ottocento e Novecento, molti artisti elaborano esperimentano e creano
raffinatissime litografie e incisioni nate in quella incerta linea di confine che si vorrebbe definire: un Ottocento classicista mischiato con finezze allegoriche che diverranno sempre più arricchite da simboli naturalisti con l’incipiente incalzare del gusto Art Nouveau.
Un artista dell’epoca, Alfred Muller, definito da un critico: un ineffabile dandy conferisce perfino ai colori un significato emotivo simbolico: “ il verde allontana la tristezza, l’azzurro rischiara e riposa, il giallo consolatore, l’amaranto che esalta tutti i colori dell’oblio e tutti i colori della vita…” (cfr.Muller. Prefazione al catalogo di Nello Tarchiani.1922,p.245).
Soltanto quando il simbolismo diviene sublimazione in Odilon Redon, si consegue la dimensione di arte nel sogno, unica magia che consente di esplorare il fantastico interiore ora sensuale e leggero,ora palpabile e sensitivo, ma “vero” come la musica di Claude Debussy, che possiamo definire il protagonista della scena musicale dell’Art Nouveau.
Tutti gli artisti che respirarono l’aria parigina della Belle Epoque, dai i più noti ai meno famosi, compresero quale importanza potesse avere la diffusione del messaggio insito nell’immagine pittorica trasferita e interpretata in arte calcografica. Messaggio che andrà dispiegandosi in tutta Europa e ben oltre l’Oceano, raggiungendo notevoli livelli di raffinatezza in incisioni all’acquaforte, acquatinta, litografie in bianco e nero, cromolitografie, libri illustrati. Parigi costituiva il punto d’incontro per eccellenza con altri artisti e con il pubblico. La grandissima popolarità e l’interesse suscitato dalle esposizioni annuali dei Salon si riflette nella notevole attività critica a cui essi dettero origine e alla nascita di alcuni stampatori, mercanti, editori che contribuirono non poco a diffondere l’arte , tramite i loro centri di distribuzione, in Europa e in America come Edmond Sagot e Ambroise Vollard convergendo nelle loro stamperie la collaborazione dei maggiori artisti attivi in Francia: da Bonnard e Renoir, da Roualt fino al giovane Picasso. (cfr. A. Vollard. Ricordi di un mercante di quadri. Torino, Einaudi,1978);( Catalogo completo dei libri illustrati dell’editore A. Vollard. Catalogo della mostra. Firenze, Centro D,1998). Grande passione di Vollard erano le stampe e suo obbiettivo era creare un interesse di mercato sui Peintre-graveurs pubblicando opere grafiche di pittori e di incisori. Offrì alle stampe un capolavoro di libro d’arte con l’edizione di Paul Verlain: Parallelement illustrato da Bonnard (1900). Si distinse tra i mercanti di stampe dell’epoca per l’alta qualità delle sue
proposte Edmond Sagot. Nell’archivio della galleria parigina Sagot sono indicate incisioni di Delacroix, Fantin Latour, Felicien Rops, Braquemond, Cheret, Grasset e le incisioni che Alfredo Muller eseguì tra gli anni 1899-1911.
Non va trascurato un altro mercante ed editore d’arte parigino che sviluppò un mercato d’arte mondiale facendo conoscere opere pittoriche e sculture contemporanee attraverso una rete di filiali a Londra, Bruxelles, l’Aia, Berlino, Vienna, come a New York e in Australia. Una così grande espansione si ebbe nei primi anni del sec. XX. L’inizio di tutto ciò ebbe luogo dal piccolo laboratorio nato nel 1869 a Asnières, allora piccolo borgo a nord di Parigi. L’ideatore di questo sistema divulgativo dell’opera d’arte fu Adolphe Goupil (1806-1893). Alla iniziale attività di editore, divenne in seguito, il committente di costosi dipinti, che venendo riproposti da bravissimi artisti incisori con le più diverse tecniche in incisioni litografiche, cromolitografie, etc. eseguite anche in grande formato, soddisfacevano l’ esigenza della nuova borghesia.
La Maison Goupil di Parigi con le sue filiali aperte nelle principali città d’Europa e d’oltre Oceano, divenne una sorta di arbiter elegantiae, dittatrice del gusto borghese in pieno clima Belle Epoque.
Lunghi articoli dedicati alle recensioni d’arte trovano posto nella stampa parigina. Critici d’arte, intellettuali come Emile Zola, poeti e scrittori come Stendhal, Heirich Heine, Baudelaire esprimono l’ampio interesse con cui a Parigi si viveva quella vivacità partecipativa del mondo artistico, al tempo de la Belle Epoque.
Si sviluppa in questo periodo un particolare interesse per l’arte giapponese in pittura e nelle incisioni calcografiche e che si riflette nella nuova percezione dei primi piani e nella visione di una nuova prospettiva, ma è soprattutto nelle arti applicate che si accentua l’attenzione e l’interesse per l’ abilità nel lavorare i metalli, per cui si afferma l’artista designer, soppiantando il gioielliere che tradizionalmente aveva la sola qualità di saper incastonare le pietre preziose. Parigi e Bruxelles sono le città in cui furono creati gli esempi di gioielleria di eccellenza Art Nouveau. Un famoso artista disegnatore fu Réné Lalique che glorificò la natura, includendo nuovi soggetti come la libellula o fili d’erba ispirandosi all’arte giapponese.
Anche il Rinascimento, in questo incredibile eclettismo, offrì la riscoperta di monili in oro lavorato e smaltato e i diamanti furono accostati a materiali meno preziosi come l’avorio, il corno, l’alabastro. La lavorazione del vetro trovò una libera espressione con Louis Comfort Tiffany, che si rese famoso a New York ed Elmile Gallé con i fratelli Daum a Nancy in Francia.
In pittura e nell’arte calcografica il nuovo movimento artistico coinvolge il preziosismo, l’esotismo,l’allusione a mondi ormai scomparsi, quello medioevale e cavalleresco ed ecco che troviamo affinità anche con i pittori Preraffaelliti come Edward Burne Jones e Aubrey Beardsley. Gli artisti design del nuovo movimento Liberty possono essere vicini anche a questo stile, ma dai pittori simbolisti e dai preraffaelliti, l’Art Nouveu si evolse dalle astrazioni creative al servizio, soprattutto, del puro design.
Ma la radice, ovvero il cuore del nuovo movimento culturale, con i tanti soggetti ispirati alla natura, reca simboli che attingono permanentemente a contenuti da decifrare, tal volta semplici e tal altra complessi, perche l’artista comprende che nella realtà apparente, in quella percepibile, si nasconde una realtà che può essere disvelata solo dall’intuizione poetica. Per poter penetrare nella profondità dell’animo e spiegare i sogni, l’inconscio, gli intensi desideri interiori, si ricorre ai simboli che richiedono un linguaggio nuovo, analogico, capace di stimolare forti emozioni, per portare alla luce i misteriosi contenuti della natura umana. Influenzati soprattutto dalla letteratura simbolista francese di Stephane Mallarmé, i pittori simbolisti tentarono di recuperare nei loro quadri la spiritualità di tutto ciò che esiste non direttamente visibile configurando la realtà in essenza di simboli per meglio suggerire l’evocazione emotiva di un
sentimento o di un messaggio da comunicare.
L’immagine femminile viene assunta come icona di bellezza, una Venere che esprime tutte le mutazioni e i significati allusivi possibili. È demi-vierge seduttrice e provocante, è materna e generosa, è saggia e intelligente, è simulacro di sensualità e di perdizione… insomma è una Venere antropomorfa incantatrice.
Siamo alle soglie di un’epoca in cui si faceva strada l’emancipazione femminile, offuscata da evidenti contraddizioni, ma sempre figura insostituibile, impellente ed esplosiva nell’immaginario artistico un po’ maschilista del primo Novecento. Ella appare come il bel fiume del riso, ch’era l’inferno e pare il paradiso…
Ecco che le belle litografie di quell’epoca, in cui la figura femminile spicca deliziosamente in un’aria di piacevole intimità e di significati simbolici, sono qui: vale la pena di tuffarsi in quel paradiso per immergere la nostra fantasia nel cuore della Belle Epoque parigina così come si offriva ai contemporanei, ed ora ai nostalgici amanti cultori dell’ Art Nouveau. […]

Maria Pia Gonnelli

Comunicato Stampa

LA GALLERIA ELLE ARTE DI VIA RICASOLI, 45 COMUNICA CHE
SABATO 14 SETTEMBRE 2013 ALLE ORE 18,00 SARÀ INAUGURATA LA MOSTRA
“Paris, la Belle Epoque”
Dal Simbolismo Romantico all’Art Nouveau
In esposizione trentacinque tra incisioni e litografie originali realizzate tra la fine dell’800 e i primi del 900, provenienti dalla collezione della Libreria antiquaria Gonnelli di Firenze.
Scrive la curatrice Mariapia Gonnelli nella presentazione del catalogo:
[…]Nel cuore della cultura mitteleuropea vige una raffinata ricerca di stile che si riflette nelle arti figurative e nella poesia. Si predilige la figura femminile, ora dipinta sotto le sembianze di una misteriosa fanciulla o di una voluttuosa amabile creatura. Le tante ninfe forgiate dagli artisti nella pietra litografica o nella matrice di rame e di zinco evocano lo scroscio di rinfrescanti zampilli di purezza e nelle generose morbide figure femminili abitatrici dei boschi e delle acque, si configura l’immagine-simbolo della fecondità. […]
[…] Nell’arco di tempo che va tra Ottocento e Novecento, molti artisti elaborano, esperimentano e creano raffinatissime litografie e incisioni nate in quella incerta linea di confine che si vorrebbe definire: un Ottocento classicista mischiato con finezze allegoriche che diverranno sempre più arricchite da simboli naturalisti con l’incipiente incalzare del gusto Art Noveau. […]
[…] Tutti gli artisti che respirarono l’aria parigina della Belle epoque, dai i più noti ai meno famosi, compresero quale importanza potesse avere la diffusione del messaggio insito nell’immagine pittorica trasferita e interpretata in arte calcografica. Messaggio che andrà dispiegandosi in tutta Europa e ben oltre l’Oceano, raggiungendo notevoli livelli di raffinatezza in incisioni all’acquaforte,acquatinta, litografie in bianco e nero, cromolitografie, libri illustrati. Parigi costituiva il punto d’incontro per eccellenza con altri artisti e con il pubblico. […]
In esposizione opere di : Gaston DE LATENAY, Adolphe GIRALDON , Angelo JANK, Henri Patrice DILLON, Charles Lucien LEANDRE, Ignace Henri Jean FANTIN LATOUR, Emile LASSALLE, Alfred MULLER , Philippe Jaques LINDER, Antony MORLON, Alfonse LAMOTTE, Charles Lucien LEANDRE ed altri autori.
La mostra si protrarrà fino al 28 settembre 2013
Catalogo Elledizioni in galleria con testi di Mariapia Gonnelli, Aldo Gerbino e Gian Franco Di Pietro
Ingresso libero : Orari:16.30\19,30 (chiuso domenica).

Informazioni

CATALOGO: “Elledizioni” collana “Rosa dei venti” 21, pp. 76, illustrazioni 38.

TESTI: Maria Pia Gonnelli, Aldo Gerbino, Gian Franco Di Pietro.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy