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BICE TRIOLO ~ PARVULA CARMINIA

BICE TRIOLO ~ PARVULA CARMINIA

Date
  • 11 Dicembre - 08 Gennaio 2010

Location
Mostra personale
11 Dicembre - 08 Gennaio 2010

Descrizione

Un irretente caleidoscopio di poetiche fantasmagorie, declinato lungo il filo sottile (ma tenace) della memoria. Immagini evocate dal grumo scuro dell’interiorità – attraverso un procedimento di sfrondamento d’ogni superfluo orpello estetizzante – e restituite all’occhio incantato dell’osservatore nell’assoluta purità della propria essenza emozional-sentimentale. E’ questo l’inconfondibile modus operandi di Bice Triolo, pittrice di non comune sensibilità introspettiva e di spiccate doti empatiche, capace di traslare l’intenso “mood” che anima le cose in forme visuali di estrema e rarefatta raffinatezza figurale. Forte di un lirismo sommesso e misurato – nel cui tono intimista paiono risuonare echi gozzaniani – e d’una impareggiabile cifra lessicale – dal peculiare connotato di figurazione incisiva e graffitistica –, l’artista trapanese ha fatto della sublimata traslazione dei vissuti più cari ed affettivi l’elemento fondante e costitutivo del proprio ideare e fare artistico. Piccoli frammenti di vita, minute vestigia di quotidianità, ricordi minimali (ma pregnanti), lentamente e sapientemente decantati in una dimensione psicologica ripiegata e solipsistica, riemergono come cristallizzati in una sorta di “ultrafiltrato iconico”, ove un’atmosfera pausata e meditativa (esente da qualsivoglia squillo retorico o declamazione sopratono) si fa vettrice visuale di ascose (ma consistenti) risonanze esistenziali. Nessuna emersione o estroflessione di incontrollati rigurgiti dal magma dell’inconscio – dunque – nella pittura della nostra Bice, bensì una cosciente selezione di tutte quelle “minuscole memorie” – però di grande rilevanza e significatività – capaci di fungere da singole tessere d’un unico mosaico, col quale operare una piena affermazione della propria identità. “Parvula carmina”, che cantano quelle apparenti “cose minime”, il cui riposto e imperscrutabile valore può conferire senso e significanza ad un’intera vita, costituendo la struttura portante sulla quale edificare scientemente il proprio essere ed esistere. L’acceso rosseggiare d’una panchina nell’umbratile verdeggiare d’un giardino, il bianco calcinato degli accumuli di sale sulla liquida azzurrità dell’acqua marina, la vitrea e spoglia evanescenza di bicchieri e contenitori nell’assolutezza rigorosa d’uno sfondo “color field”, il binario comporsi ed embricarsi di pomodoro rosso corallo e di aglio bianco-perlaceo in un insolito e ortofrutticolo torchon, il silente e sospeso simbolismo di radi oggetti o poco mobilio (il cavalletto dell’arista, libri negligentemente accatastati, ectoplasmici arredi) in eleganti e solitari interni borghesi, l’improvviso aprirsi Parvula Carmina di paesaggi marini e collinari dalla bellezza aspra e desolata non sono – quindi – che versi immaginifici (nel pieno rispetto dell’ut pictura poesis), con cui al contempo chiosare e dare forma percepibile alle apparentemente piccole (ma in vero grandi) “miliaria” d’un articolato iter di donna e di pittrice. Scandito con metrica concisa (e però altamente evocativa), in grazia d’un personalissimo lessico figurativo la cui sintesi formale giammai va a disdoro dell’eleganza dell’eloquio, questo scarno verseggiare della Triolo si contraddistingue tuttavia per la sua notevole possanza sinestesica, riuscendo nell’intento non comune di sollecitare non solo – come d’uopo – la vista, ma anche gli altri sensi, in una autentica ricomposizione cognitiva di emozioni e sentimenti. Come nel caso delle “madeleine” proustiane (la cui rievocazione sembra restituirne al lettore tutto lo sprigionarsi del profumo e del sapore), anche nei dipinti di Bice Triolo le immagini vanno ben al di là d’una semplice raffigurazione di luoghi o di oggetti, trasmettendo agli osservatori la puntuale resa di atmosfere e sensazioni, in una compiuta relazione simpatetica che li rende partecipi di umori e stati d’animo. Una caratteristica – quest’ultima – che qualifica e connota l’intero fare artistico della nostra Bice, la cui produzione pittorica, non a caso, spazia – con pari valore e raffinatezza – dalla natura morta ai paesaggi e dalla descrizione di interni alle vedute, senza che ciò comporti alcuna caduta di tensione poetico-visiva o ridimensionamento di capacità di penetranza e coinvolgimento psicologico. Il tutto – come accennato – con una scrittura asciutta e sintetica, ove l’incisività segnica (nel senso stretto e compiuto dell’espressione, in virtù d’una autentica scarificazione delle superfici) si sposa a un colorismo abraso e tonale dall’inconfondibile stesura di cretacea consistenza (ma sempre di elevata termica affettiva) e soprattutto a un senso della figurazione che rifugge da acribie fotografiche o veristiche (propendendo, piuttosto, per suggestioni fantasmagoriche) e che non disdegna la fuga (o quanto meno l’incursione) verso assetti di tipo geometrizzante (soprattutto nei paesaggi) assai inclini a suggestioni di carattere astrattista. E’ questo – dunque – il singolare modo di esprimere il proprio immaginario impaginato da Bice Triolo: un articolato insieme di riferimenti mnesici assolutamente personali, capaci però di fornire i determinanti punti cardinali con cui ricostruire la dettagliata topografia d’una elegiaca interiorità. “Visione di sé” offerta al mondo, che si sostanzia di piccoli lacerti di viver quotidiano, poi ricomposti in un’ampia e suggestiva panoramica attraverso singole rievocazioni visuali. Un dettagliato regesto di quel che si è, redatto con immaginifica e lieve poeticità, inanellando tutti quei minuscoli “incanti” dei quali si compone ogni esistenza e soprattutto spogliando cose, oggetti e contesti della loro parvente banalità, fino a circonfonderli d’una aura di avvolgente magia, in grado di elevarli al rango imperituro e immutabile che pertiene a ogni vera opera d’arte.

Salvo Ferlito

Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

PARVULA CARMINA
Mostra personale della pittrice Bice Triolo
Inaugurazione venerdì 11 dicembre ore 18
Galleria Elle Arte di Palermo (via Ricasoli 45)
A cura di Salvo Ferlito

Reduce dalla recente tappa trapanese (10-17 ottobre 2009) al Palazzo della Vicaria, la personale di pittura di Bice Triolo approda ora a Palermo, alla Galleria Elle Arte di via Ricasoli, n°45, ove sarà visibile giornalmente (dal lunedì al sabato, tranne i festivi) dalle 16.30 alle 19,30, fino al 29 Dicembre.
Si tratta di un irretente caleidoscopio di poetiche fantasmagorie, declinato lungo il filo sottile (ma assai tenace) della memoria.
Immagini evocate dal grumo scuro della psiche – attraverso un procedimento di sfrondamento d’ogni superfluo orpello estetizzante – e restituite all’occhio incantato dell’osservatore nell’assoluta purità della propria essenza emozional-sentimentale.
“Parvula carmina”, per l’appunto, questi vergati visualmente dalla pittrice trapanese (ma palermitana d’adozione), che cantano quelle apparenti “cose minime”, il cui riposto e imperscrutabile valore può però conferire senso e significanza ad un’intera vita, costituendo la struttura portante sulla quale edificare scientemente il proprio essere ed esistere.
Paesaggi marini e collinari dalla bellezza aspra e desolata, eleganti e solitari interni borghesi animati da simboliche e totemiche presenze (il cavalletto dell’artista, libri negligentemente accatastati, ectoplasmici arredi), piccole nature morte popolate di oggetti estremamente evocativi: sono questi i peculiari frammenti di vita e le minute vestigia di quotidianità sapientemente e lentamente decantati dalla Triolo in una dimensione ripiegata e solipsistica e poi poeticamente tradotti sulle tele in forma di pregnante “ultrafiltrato iconico”, in grado di farsi credibile vettore di ascose (ma consistenti) risonanze esistenziali.
Un dettagliato regesto della propria interiorità, dunque, elegantemente redatto con un linguaggio ripiegato ed intimistico, in cui ogni minuscolo “incanto” si erge a significativo “carmen”, capace di trasmettere anche i minimi fremiti psicologici d’un articolato iter di donna e di pittrice.

Informazioni

CATALOGO: “Elledizioni” collana “Rosa dei venti” , pp. 22, illustrazioni 18.

TESTO: Salvo Ferlito.

RECENSIONI: “Giornale di Sicilia” 11 dicembre 2009; “Giornale di Sicilia” 29 dicembre 2009.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy