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LUCA RAIMONDI ~ PER LUCI, PER FRUTTI

LUCA RAIMONDI ~ PER LUCI, PER FRUTTI

Date
  • 20 Ottobre - 03 Novembre 2012

Location
Mostra personale
20 Ottobre - 03 Novembre 2012

Descrizione

La luce, quella posta appena in bilico tra un moto leggero, vibrante e una sorta di inquieta fissità, caratterizza in questo luogo della pittura quell’atmosfera meridiana tradotta in una stria del tempo conosciuta come “ora degli spiriti”. Essa, in questi lavori d’esordio, percorre un sentiero pittorico votato all’intimità della conoscenza, all’approdo nella fascia della contemplazione. Le spiagge, aperte al corpo di ciottoli disseminati tra Furnari e Oliveri, appaiono raccolte proprio in questa prima luce del meriggio; altre, invece, si dilacerano nel languente bagliore del tramonto, mentre i promontori sinuosi, appena attraversati da un soffio di caligine, si offrono cosparsi d’una impalpabile velatura cilestrina.
Su tale trasporto opera la tangibile gestione dello spazio di Luca Raimondi, il quale versa ogni sua aspirazione figurativa in una sorta d’imbuto in cui va codificando quel necessario equilibrio spirituale che oscilla tra l’inoppugnabile realtà e quanto di essa viene consegnata, distillata, erosa, in un continuo rimodellamento espressivo, nella sua pupilla, nella sua anima. E ancora va levitando quella dimensione prospettica in cui gli oggetti colti dalla casualità, le disposte ‘nature morte’, gli spegnimenti delle ombre, le improvvise alterazioni dei contrasti, sembrano alternarsi in una continua progressione percettiva, avvertita con trepidazione dal giovane pittore palermitano (classe 1977), come controllo, intima indagine aggiogata alla propria riflessione. Se il dipingere è intuito da Luca quale cifra di analisi rivolta primariamente al segno, in virtù delle sue dichiarate frequentazioni con sodali pedagoghi quali Sowa o Dalessio e in quell’esigenza del ‘vero’ frequentata da neorinascimentali americani quali Cecil e Graves a Firenze, è comunque alla materia, alla sua densità, alla sua pasta che egli tenta di formare carne, per sollecitazioni visive, sensitive. Dunque il segno, il tratto, quel ‘disegno’ che tutto sorregge si stempera, si trasfonde in una consistenza gioiosa e malinconica, legata all’abito della mimetica, in cui la didascalia avverte, sporadicamente, certe spinte verso fughe metafisiche.
Che il procedere di Luca si attesti in una visione naturalistica post-romantica è, con evidenza, mostrato nel percorso del suo lavorìo creativo, con gli adombramenti del caso, e in quell’andare, ‘in fieri’, alla conquista della realtà, alla maturazione della sua stessa pellicola pittorica ed esistenziale. Già sottolineava Stefano Susinno, nel capitolo “veduta e paesaggio”, come per tanti «artisti e fruitori» la ‘veduta’ fosse considerata «pittura di evasione dal contingente, richiamo a temi universali in presenza di una ‘natura’ inquieta, o rasserenante, rifugio del mito o sublime teatro delle umane passioni». In tale non apparente difficoltà a tratteggiare i canoni estetici dei ‘generi’, spesso fuorvianti, può essere evidenziata tutta la problematica dell’approccio estetico, della fatica a scorporarlo da indicazioni teoriche. Ciò è soprattutto evidente nell’attuale panorama contemporaneo in cui, alla feroce iconoclastia contro la civiltà figurativa, si contrappongono salvifiche esigenze di ‘ritorno alla pittura’, in una rivisitazione postmoderna, sostenuta da molteplici bisogni di interiore lettura contemplativa, storicamente oscillanti tra iperrealtà, transavanguardia e anacronismo.
Lungo tali conflitti Luca Raimondi si sporge dall’icastica pedana della figurazione tenendo in gran riguardo le indicazioni dei Maestri, alimentando il gusto al classicismo, collegato, con partecipazione, alla propria appagante idea di visione. Un’idea da contrapporre allo scenario di insistita erosione tecnologica e di criminale degrado ecologico cui quotidianamente assistiamo e che offende la nostra umana sensibilità. Allora, dall’emozionale tocco paesaggistico alle sue ‘nature morte’ che ammiccano, nel loro acronico peregrinare, alle pregnanti voci chiaroscurali del magistero di un Jean-Baptiste Chardin (si vedano i due olî su tela del 2012: Vino, pere e un dipinto incompiuto e Tre arance e un vaso), ogni cosa sembra volere attingere dalla natura, nella ricerca di una corretta tensione alla stabilità, a temprati pigmenti, a riflessi, a suoni.

Aldo Gerbino

Comunicato Stampa

La Galleria Elle Arte di via Ricasoli, 45, Palermo
comunica che:
sabato 20 ottobre 2012 alle ore 18 sarà inaugurata la mostra personale di

LUCA RAIMONDI
“Per luci, per frutti”

In esposizione trentadue oli di recente realizzazione che raffigurano nature morte e paesaggi, rigorosamente realizzati dal vero dall’artista palermitano.

Scrive Aldo Gerbino nella presentazione al catalogo:

La luce, quella posta appena in bilico tra un moto leggero, vibrante e una sorta di inquieta fissità, caratterizza in questo luogo della pittura quell’atmosfera meridiana tradotta in una stria del tempo conosciuta come “ora degli spiriti”. Essa, in questi lavori d’esordio, percorre un sentiero pittorico votato all’intimità della conoscenza, all’approdo nella fascia della contemplazione. […]
il tratto, quel ‘disegno’ che tutto sorregge, si stempera, si trasfonde in una consistenza gioiosa e malinconica […]
Luca Raimondi si sporge dall’icastica pedana della figurazione tenendo in gran riguardo le indicazioni dei Maestri, alimentando il gusto al classicismo, collegato, con partecipazione, alla propria appagante idea di visione […]
Allora, dall’emotivo tocco paesaggistico alle sue ‘nature morte’ che ammiccano, nel loro acronico peregrinare, alle pregnanti voci chiaroscurali del magistero di un Jean-Baptiste Chardin […]
ogni cosa sembra volere attingere dalla natura, nella ricerca di una corretta tensione alla stabilità, a temprati pigmenti, a riflessi, a suoni.

Sarà presente l’artista.

In galleria Catalogo Elledizioni (collana Rosa dei venti ) con un testo di Aldo Gerbino.
La mostra si protrarrà fino al 3 novembre 2012.
Ingresso libero. Orari 16.30/19.30. Chiuso domenica e festivi.
Per informazioni tel.091-6114182; e-mail ellearte@libero.it; www.ellearte.it.

Informazioni

CATALOGO: “Elledizioni” collana “Rosa dei venti” 19, pp. 36, illustrazioni 21.

TESTO: Aldo Gerbino.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy