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PER STRUGGENTI RIFLESSI

MILVIA SEIDITA

PER STRUGGENTI RIFLESSI

Date
  • 09 - 24 Novembre 2007

Location
Mostra personale
09 - 24 Novembre 2007

Descrizione

Una sorta d’unità sentimentale avvolge le pur minime vibranti gesta dell’animo, i sottili filamenti delle insegne della natura, il tutto radunando in questi lievi accordi offerti e mostrati dagli acquarelli di Milvia Seidita. Sono essi a costituire quel nucleo ineludibile della sua più attuale poetica, già maturata con le esperienze della ricerca espressiva precedente, attraverso quella franca immersione nella dimensione del paesaggio. Parlare in questo percorso di “unità sentimentale” ha un preciso significato, un’immediata fisionomia critica. Testimonia anche di un nostro esproprio semantico tratto da una bella pagina degli anni Settanta e firmata dallo scrittore Ferruccio Ulivi. Essa è dedicata agli acquarelli di un gentile artista calabrese, Giuseppe Marino (un autore, di cui si registrano tante presenze creative alle Quadriennali romane e che prese parte, da giovane, all’esperienza della “Scuola di Scilla” promossa da Guttuso e Omiccioli per la pittura e da Mazzullo, per la scultura). I toni di Milvia appaiono infatti legati in un flebile raccordo storico con le esperienze citate, ravvolti in tenui venti, commisti in casuale concordanza con i pigmenti disciolti nel chimismo dell’acqua.Tale ‘tenue’ espressione non è qui disposta in un orizzonte popolato da accattivanti suggestioni, piuttosto in un flusso insistente di sensazioni, verso cui è impossibile non soggiacere. Ciò che viene espresso in questi racconti floreali su carta sono le cifre mobili delle percezioni, le fluttuazioni lamellari appena avvertibili dell’esistenza, il sentire in silenzio e il rilevare parole pittoriche nel cuore caricato dalle emozioni. Ulivi, parlando dell’acquarello mariniano, consegna indicazioni sintetiche, ma puntuali, sul ‘genere’: come, ad esempio, che non si debbano cercare «divagazioni ambientali», piuttosto arricchire «la sostanza lirica», e come si debba scrutare «la situazione dall’interno accogliendo senza preoccupazioni ogni forma di convivenza con le cose, anche le più usuali»; e ancora come «bisogna cercare la virtù di questa pittura», che è «semmai nell’affinamento della sostanza pittorica». Un affinamento in cui Milvia Seidita va indagando sempre più il motivo della trasparenza, a volte ponendo il catalogo dei suoi oggetti biologici in una fonte perenne di transilluminazione. Proprio lungo questi parametri sembra svolgersi il genere interiore di tale discorso pittorico; così, quasi per accordi naturali, istintivi, esso viene ammesso nel linguaggio quotidiano, implode con quel materiale usuale eppur trascinato da una certa onda di ardore poetico. Allora questi fiori riflessi, sia per loro stessa natura organica sia per l’uso della tecnica in acqua, si aprono come gemme al cielo reso terso dal pensiero, perfondono la memoria, si vestono di una sensibile pellicola di affetti. Dal bianco corrusco al verde intenso, dall’imbuto delle calle alla grazia botanica dei fiori selvatici, dai vasi trasparenti ai rami recisi, ogni cosa si protende alla sorgente luminosa, alla ricerca della levità, d’una armonica innervazione vitale. Non c’è petalo, corolla, pistillo che non tenti all’esaltazione di una linfa generatrice attestata sul piano della lirica visiva, intrisa di pudori, di arcaiche tensioni, di sopiti dolori ideali. Un dolore che si nutre già del passato, di quel tempo trascorso che troviamo intensamente registrato e vivido nelle Erbe selvatiche di Lu Xun; in particolare quando il poeta cinese scrive, trasmettendo un impercettibile trasalimento, lungo i suoi ‘sanwen’ (‘scritture sparse’): «nel voltar pagina trovo schiacciata una foglia d’acero secca». Perfino su di essa, su tutto ciò che si recide, si nutrono il giorno e la notte, la vita, la morte. E sempre su di essa sembrano piovere anche i petali fragili di Milvia, le sue stesse parole impigliate tra silenzi vetrosi e tremule pieghe d’acquarello.

Aldo Gerbino

Informazioni

CATALOGO: Elledizioni, collana “Astra” 2, pp. 36, illustrazioni 28

PRESENTAZIONE: Aldo Gerbino

RECENSIONI: “La Repubblica” 8 novembre 2007; “La Repubblica” Giorno e notte 9 novembre 2007; “Giornale di Sicilia” Guida Città 9 novembre; Aldo Gerbino “La Sicilia” 16 novembre 2007; Mario Cappelli “Culturalnews.it” novembre 2007; “Tribenet.it” novembre 2007; Marina Minasola “Spaziodi.it” novembre 2007.

Lun - Sab, dalle 16.30 alle 19.30
chiuso domenica.

L'ingresso è libero.
Per informazioni
+39 339 686 7902
+39 091 611 4182

GALLERIA ELLE ARTE
via Ricasoli, 45
90139 Palermo
Italy